Om Mani Padme Hum

Ganzi- Kangding km 500
km totali 13.030
3 settembre 2010

Ripartiamo per raggiungere le nostre bici chiuse in uno scantinato polveroso a Ganzi. Il viaggio durera’ piu’ di 24 ore per poco piu’ di 400 km. La strada e’ un mare di fango e acqua, traffico e camion addossati al monte. E’ la stagione delle piogge e quest’anno sembrano essere particolarmente insistenti. I fiumi sono in piena, scorrono vorticosi, a volte straripano, a volte le strade scompaiono nel vuoto.

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Siamo pensierosi poiche’ quasi tutti i percorsi possibili sono ridotti male. Cerchiamo affannosamente una via di fuga verso Chengdu che ci permetta di sopravvivere alla fatica. Un americano ci suggerisce di prendere la strada per Litang: per noi vorrebbe dire allungare ma sembra quella rimasta nelle migliori condizioni.

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Da Ganzi ripartiamo la mattina stessa, piove. Siamo stanchi dal viaggio e poco motivati a pedalare sotto l’acqua. Prendiamo la deviazione per Litang: una strada stretta, silenziosa, in buone condizioni che si infila in un lento sali scendi di un canyon. Il fiume scorre nella nostra direzione, abeti ovunque. Scalpellini al lavoro.

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Troviamo monasteri, case fortezza enormi e molto decorate, ruote della preghiera azionate da torrenti, sassi fregiati con sacre scritture, bandierine a ricoprire intere montagne, il nodo infinito, la ruota del Dharma. Compaiono svastiche, un po’ ovunque, e anche elefanti sulle pareti.

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L’altopiano odorava a incenso, questi monti profumano a fiori e erbe mediche. Agli yak si sostituiscono mucche e un notevole numero di maiali al pascolo. Grossi, grassi e sornioni.

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Per tre giorni percorriamo una lunga valle tibetana. Niente cinesi. Esce anche il sole.

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A un bivio decidiamo di inoltrarci ulteriormente tra le montagne, per una strada ancora piu’ remota e sterrata, ma sembra ci permetta di saltare un passo e tagliare qualche decina di km. Osiamo.

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La strada segue sempre il fiume che scende lentamente a valle mentre noi saliamo vorticosamente in cima. E’ tardi ma non troviamo alcun posto per la tenda. Tornanti stretti tra la montagna e il vuoto, pezzi di strada crollata. Arriveremo in cima giusto in tempo per l’ultimo sole, per asciugare la tenda dall’implacabile umidita’ notturna. La tenda a picco sul fiume e la vastita’ dei monti attorno.

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Al mattino usciamo presto dalla tenda e una coperta di nuvole sta li’, sotto i nostri piedi. Il fiume scomparso nel biancore mattutino.
Berna si accorge che l’attacco del porta pacchi davanti della mia bici e’ rotto. Lo ripariamo.

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Non si trova molto da mangiare e ringraziamo di aver fatto scorte sufficienti per arrivare fino alla strada principale. Il fornellino fa le bizze ed e’ motivo di nervosismi serali. Ospitalita’ tibetana fatta di the al latte e tsampa.

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Fa caldo e un gelido torrente ci chiama a lavarci. Puzziamo non poco e questa doccia fredda rianima le nostre energie. Lo sterrato e’ impietoso, in cattive condizioni, ma almeno non c’e’ traffico. Ad un bivio, indecisi sulla direzione, aspettiamo un’ora prima di veder spuntare una moto. A volte la strada sembra un arcipelago di isole, a volte una spiaggia sassosa.

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Poi improvvisamente la strada, stretta e deserta curva attraversa il fiume e si inoltra in un tunnel nuovo, enorme e vuoto. Prima scende poi sale. Siamo increduli. La strada cambia improvvisamente: sono arrivati i cinesi con il ferro e il cemento. Alla sera, dopo una estenuante ricerca di un posto dove piantare la tenda (problema onniprensente quando si pedala di fianco a un fiume) scopriamo che tutta la benzina del fornellino si e’ riversata nella borsa impregnando ogni cosa. A fatica e di malumore cucineremo.

 Siamo sulla strada di Litang in direzione Kangding, mancano ancora parecchi chilometri. La strada sale senza sosta e la fatica inizia a farsi sentire. Una fatica atavica. Comincia a piovere e ci rifugiamo in una casa in costruzione. Il tetto fatto di tronchi, rami d’abete e terra ogni tanto cede. Sara’ una notte asciutta sotto la minaccia di crollo.

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Il mattino pedaleremo una estenuante e lunghissima salita, tra abeti, cielo grigio e nuvole veloci. Fa freddo. Scendiamo tra i brividi fino in fondo alla valle, in una strada gia’ percorsa due volte.

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60 km a Kangding e l’ultimo passo a piu’ di 4000 mt. Al mattino piove, tanto. Berna, alle prese con il fornellino si brucia e la colazione finisce sul prato. Leggiamo in tenda sperando che smetta prima che sia troppo tardi per partire. La pioggia finisce alle due, giusto in tempo per smontare e prendere la rincorsa. La montagna del passo e’ bianca di neve. Fa un freddo assassino. Arriviamo in cima nella nebbia a una temperatura di 5 gradi. Sul passo 3 ciclisti cinesi impavidi saliti dal versante opposto.

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La gelida discesa su Kangding durera’ piu’ di 30 km poi finalmente la citta’ rumorosa e a noi felicemente nota. Cure per Berna alla Croce Rossa cinese e ultima volata al miglior ostello incontrato in questi mesi, lo Zhilam Hostel. Brutta sorpresa: la strada e’ crollata per le piogge il giorno dopo la nostra partenza e l’ostello ha dovuto chiudere. OM MANI PADME HUM!

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9 Commenti per "Om Mani Padme Hum"

  1. MAURIZIO
    03/09/2010 @ 10:26 | Permalink |

    ECCO “LE NUVOLE” DA VOI TANTO AMBITE SONO VERAMENTE AL LIMITE DEL MONDO E DI TUTTO ! ANCORA UNA VOLTA CON LE VS.FOTO ED I VS.COMMENTI CI AVETE FATTO INEBRIARE DI GIOIA E PREOCCUPAZIONE ALLO STESSO TEMPO. AVETE OSATO PIU’ DELLE AQUILE E SARA’ UNA STORIA INDIMENTICABILE PER TUTTI.PENSO CHE VERAMENTE ABBIATE PROVATO E VISTO PIU’ DI QUANTO IMMAGINAVATE;E’ GIUNTA L’ORA DI TORNARE ALLA QUOTIDIANITA’ FIRENZE/MODENA…. E POI RIMPIANGERETE,MA FELICI,QUESTI MOMENTI E SARA’ ALLORA LA VOLTA DELLE “APUANE ” E SOPRATTUTTO DEL “TESINO ” A CONSOLARVI DEI MOMENTI NOSTALGICI.L’INVERNO SI AVVICINA ED ANCHE LA NEVE E’ PROSSIMA.TORNATE FRA DI NOI !
    BABBO MAURIZIO

  2. Erika
    03/09/2010 @ 15:07 | Permalink |

    Mi fa tanta tenerezza Babbo Maurizio e condivido il suo pensiero; Vi seguiamo sempre con passione e apprensione; Erika

  3. giulio,mara,greta
    03/09/2010 @ 15:35 | Permalink |

    CIAOOOO
    BEH! SIETE ANCORA A GIRELLARE SULL’ALTIPIANO!!!
    MA NON VI STANCATE MAI!!!!
    QUANDO TORNATE, SE AVETE NOSTALGIA, VI PORTIAMO UN PO’ ALLA “CASA DEL TIBET”
    MA DAI … A PARTE TUTTO SIETE UNA FORZA DELLA NATURA
    ( SI DICE COSì?)
    UN BACIONE GROSSO GROSSO

    OM MANI PADME HUM A VOI

  4. Strega Stroppolosa
    03/09/2010 @ 16:19 | Permalink |

    Cavoli ve ne capita una dopo l’altra! Non vi potete far benedire da qualche monaco tibetano?! Intanto ve la mando io un po’ di energia positiva e colorata, forza miei prodi!!!! Super baci!

  5. Mirna e Max
    03/09/2010 @ 20:05 | Permalink |

    Ciao ragazzi, a me piace salutarvi con una citazione di Osho:
    “se dovevi essere un ballerino, la vita verrà attraverso quella porta, perchè penserà che a questo punto tu lo sia diventato. Busserà lì, ma tu non ci …sei: sei un banchiere. E come ci si potrebbe aspettare che la vita sappia che saresti diventato un banchiere? Dio viene a te in base a ciò che voleva diventassi, conosce solo quell’indirizzo. Ma tu non ci abiti mai, sei altrove, nascosto sotto le fattezze di qualcun altro.”

    Bè, credo che quando Dio busserà alla vostra porta, sarà lì che vi troverà …

    P.S. alla voce Dio, naturalmente leggete quello che vi sentite

    Mirna

  6. letizia
    03/09/2010 @ 21:05 | Permalink |

    sono letizia (sorella della susi)amica del babbo e della mamma di bernardo…. Stamani in via San gallo ho incontrato la Betty che mi ha raaccontato delle vostre meravigliose avventure. Era felice,orgogliosa di voi e aveva gli occhi lucidi nel pensare che tra poco tornerete. Anche io mi volevo complimentare con voi e dirvi che siete stati bravissimi nel realizzare sogni che molti,cioè quasi tutti, intorpiditi dal mondo che li circonda non hanno il coraggio di fare……BRavi bravi
    un abbraccio e buon ritorno
    letizia

  7. M@RCELLO
    04/09/2010 @ 04:42 | Permalink |

    Coraggio ragazzi, ancora pochi sforzi ed e’ fatta, il traguardo e’ vicino…ma e’ solo un luogo, forse mistico, simbolico, il vero traguardo e’ tutto cio’ che vi ha offerto e ancora vi offrira’ il viaggio che state compiendo, fuori e dentro di voi.
    Vi voglio bene….a presto.

  8. FILIPPO
    04/09/2010 @ 19:23 | Permalink |

    Caro Bernardo, mi complimento con voi per la vostra epica impresa. Io e Elena ci preoccupiamo quando il nostro Leonardo affronta in bici i passi appenninici, capisco quindi la preoccupazione di Maurizio e Betty. Come sai l’anno scorso sono stato nel nord dell’India, in Ladack, oltre i 5000 metri e ho visto ciclisti come voi alle prese con il freddo e l’altitudine. Sembrava impossibile che avessero il fiato per pedalare quando io ne avevo a stento per camminare a rilento, e con la nausea!. Quest’anno sono stato sulle Ande (in Perù) e anche laggiù abbiamo incontrato ottimi cicloscalatori.
    Tenete duro fino al vostro abbiettivo, anche se le condizioni atmosferiche purtroppo vi sono avverse. Spero poi di incontrarvi a Firenze per sentire i vostri racconti.

    Salutoni

    Filippo Cianfanelli

  9. paolo e casa pace (bari)
    05/09/2010 @ 14:49 | Permalink |

    ohhhhhhhh!
    allora, pazzoidi, non potete interrompere il vostro racconto così, ho capito che volete elttrizzare i lettori ma questa storia come va a finire???

    ciao in bocca al lupo

    paolo

    ps stamani natale mi ha chiesto di voi dice che non gli è arrivata la cartolina dal tibet ancora e che quindi pensava foste tornati a casa.

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