Tashi dele…

Overture:

Difficile descrivere tutti questi giorni di viaggio tra i monti.

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Forse le immagini potranno, ma direi neanche quelle. Forse le sensazioni o gli occhi, potessero parlare (ma poi, cosa mai direbbero o aggiungerebbero piu’ della lingua!). Un crogiolo di emozioni, colori e luci.

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Tanta gente, facce inaudite, da altro mondo. A volte troppa stanchezza e nervosismo. Sicuramente tanti passi, tante tende, monaci e yak. “E’ Tibet o non e’ Tibet?”…. “E’ Tibet senza esserlo formalmente!” diremmo noi in coro. Un monaco in un inglese traballante ci ha accolto : ‘Welcome to Tibet!’. Siamo tra le nuvole, dopo 12.500, dannati, chilometri di pedivellare feroce.

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Venti giorni di bici e di tenda nel Wild West tibetano.
Tashi Dele in tibetano significa: Ciao!

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Xining – Xiwu (Qingai-Tibet HighWay), km 800

Caldo, sole ed una strada troppo brutta e trafficata per essere vera.
Sbuffiamo: “Mah! se e’ tutta cosi’ la strada sara’ un incubo”
Addirittura peggiora, ci infiliamo in un’autostrada da paranoia.
Invece i monti si allargano e la strada si restringe, il traffico evapora e noialtri si gode di visioni meravigliose. Un altopiando verde all’inverosimile. Grasslands! Tende marroni fumanti fatte di pelle  di yak, nomadi ovunque, yak  e pecore. Enormi passi di montagna infiammano i nostri polmoni affaticati. Fiatone da alta quota. Si viaggia ben presto sul filo dei 4.000 metri slm.

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Un passo ci infradicia da capo a piedi; la discesa su un magnifico lago ci regala gioia negli occhi. Le poche macchine che passano strombazzano via i tuoi timpani. Tibetani scorrazzano feroci con le loro motorette addobbate come fossero cavalli e le loro immancabili scatolette musicanti. Marcella si stropiccia gli occhi: “Pero’ sono bellocci questi tibetani” Anche Bernardo e’ piu’ affascinato che geloso dai questi ragazzoni alti, pelle scurissima e capelloni lunghi e sciolti al vento. Le donne, anche loro coloratissime, vestono cappellini stile ottocento e sono piene di monili e collane.

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Alcuni di loro appaiono come veri e propri cow-boy!
Campeggiamo sempre per evitare che la polizia ci dia delle grane (sembra non apprezzino troppi contatti tra locali e stranieri!)
La mattina il tempo e’ sempre bello; sole scintillante e rilucente. Dopo pranzo, immancabilmente, salgono su nuvoloni scuri ed incombenti che si sfogano in temporali. La strada e’ dotata di un buon asfalto e rimane sempre ad alta quota: un su  e giu micidiale di passi inaspettati. Un passo al giorno e’ la regola.

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Durante una nottata di luna piena subiamo un maldestro tentativo di furto delle bici. Marcella ha le orecchie fini. Un lucchetto e’ lievemente danneggiato, ma le bici salve ed il ladruncolo sgattaiolato chissa’ dove.
La tenda regge bene umidita’ (tanta alla notte) e pioggia. Solo le zip interne iniziano a sentire il peso dei  numerosi accampamenti. A volte bisogna lavorarci di fino e con pazienza, per chiuderle.

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Lungo la via, circa ogni 60 km si incontrano dei paesini dove rifornirsi di cibo e acqua. Sono momenti difficili e nervosi. I tibetani ti circondano ed iniziano a toccare le bici, le borse, te stesso. Ti stanno tremendamente vicini. A volte sono insopportabili. Non e’ sempre facile mantenere la calma, soprattutto quando cerchi del riso e non lo trovi e sia i tibetani che i cinesi non ti capiscono. E senza riso non si sa davvero cosa mangiare!!!

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Il contatto con i monaci e’ abbastanza sorprendente: si lavano nei fiumi, sono tantissimi, vestiti con abiti dai colori geniali, cremisi e arancione.  Molti di loro sono bambini.
A Xiwu giriamo a sinistra per il Sichuan, su per un passo a 4700 metri, ci accolgono caldo e mosconi assatanati.

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Xiwu – Ganzi (Sichuan), km 380

Il Sichuan ci accoglie con pioggia e vento. All’inizio la strada non e’ davvero entusiasmante, poi migliora, come il tempo, fino a diventare spettacolare. Qui le montagne sono piu’ aguzze e rocciose.

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I cani sono feroci e non ti danno tregua, subiamo fino a 5 o 6 attacchi al giorno. Gli respingiamo a suon di bastonate, urlacci e sassate. L’ultimo di questi attacchi e’ particolarmente feroce, temiamo di essere azzannati, poi il cane se la prende con il nostro materassino per dormire (fortunatamente azzanna solo la plastica esteriore) E’ ostinato, ma le nostre urla lo dissuadono. Alla fine se la svigna a mordere qualche malcapitato yak. Che paura!

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Il fondo stradale peggiora a mano a mano, diventando spesso sterrato, a volte a buche e sassi. Si traballa sulle bici. I chilometri si allungano inesorabilmente. Serxu e’ un monastero enorme che compare dopo l’acquazzone. Pozzanghere, cani e piccoli e bui negozi. Visione da Medioevo.

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Alcuni bambini ci lanciano sassi sulla tenda. Usciamo li spaventiamo e sequestriamo le loro cartelle lasciate a terra nella fuga. Saranno alcuni monaci a venirle a prenderle visibilmente dispiaciuti dell’accaduto.

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Le tende dei nomadi si riducono in favore di case sempre piu’ belle e colorate. Legno ed argilla i materiali utilizzati. I tetti sono piatti e ricoperti di terra. Con il nostro progredire verso est anche le stesse case cambiano di aspetto, molte ora sono costruite in pietra e recintate da mura; altre sono ancora in argilla, a strisce di colori differenti, a due piani. Delle vere e proprie fortezze, con annesse torrette.

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Deviamo per alcuni chilometri, ci inerpichiamo alle costole di un ghiacciaio, per visitare il Dzogchen Gompa (monastero) dai tetti dorati e dall’interno pieno di buddha e demoni effigiati sui muri. Innumerevoli monasteri accompagnano il nostro cammino.

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Le macchine ci impolverano per bene e ci spaccano i timpani con clacsonate feroci.
Una sorprendente pedalata tra monaci, che benediscono le nostre ruote e la vista di uno stupendo monastero.

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Vociare di monaci ovunque, a coppie, uno di loro resta seduto, metre l’altra effettua misteriosi movimenti e schiocchi di mano e piedi, come solo il Kappa ne sarebbe capace!

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Fatica, sudore e stanchezza. Arriviamo a Manigango, dove incontriamo una strampalata tedesca in bici. Poi ancora un centinaio di chilometri fino a Ganzi (Garze).

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La strada, a volte, e’ davvero improponibile. Ganzi e’ un cittadone assordante, caotico dalle strade fangose. Dormiamo al coperto dopo 20 nottate in tenda. Ovvio nella topaia non c’e’ l’ombra di una doccia. Diluvio in serata.

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I cessi sono in fila ed un tubo trasporta l’acqua in una canaletta, in modo tale da ammirare per bene ‘le opere d’arte’ del tuo vicino.

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Il nostro visto e’ quasi scaduto, cosi’ che ci tocca di lasciare le bici a Ganzi, stiparci in un minipulmino scassatissimo e sorbirci 15 ore di 400 km di strada delirante, tutta buche e sassi e musica tibetana no stop.

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Distrutti e minati nel fisico giungiamo a Kangding, dove il polizziotto cinese di turno ci accoiglie cosi':”Non vedo vostre registrazioni in alcun hotel da molto tempo in Cina. Se volete rinnavare il visto dovrete farlo a Chengdu!”
Allibiti, rifiutiamo degnamente, di sorbirci un altro viaggio della speranza, in un posto ancora piu’ lontano. Vedendo le nostre facce o non si sa perche’, il poliziotto ritratta pian pian e ci concede l’estensione!

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19 Commenti per "Tashi dele…"

  1. lucilla vocca
    20/08/2010 @ 10:54 | Permalink |

    che dire? foto straordinarie e un racconto degno di Bernardo. vi abbraccio forte forte. non vedo l’ora di farlo dal vero…

  2. marina cestele
    20/08/2010 @ 12:48 | Permalink |

    Carissimi Bernardo e Marcella, finalmente oggi sono riuscita ad accedere al vostro sito (x problemi miei di lavoro e di connessione ad internet, non x altro).
    E’ veramente interessante ed entusiasmante…fatte le debite proporzioni mi riporta indietro a quando eravamo + giovani, in Africa…
    Tantissimi complimenti e auguroni x tutto!
    Oramai possiamo anche dire: arrivederci a (qs) presto!
    Bacioni e saluti da tutti noi. Marina

  3. Gianluca "Giakka"
    20/08/2010 @ 21:45 | Permalink |

    Le foto descrivono come un canto il vostro cammino. Complimenti e grazie per le emozioni che ci trasmettete. Namaste

  4. M@RCELLO
    22/08/2010 @ 11:22 | Permalink |

    Carissimi amici, non vedevo l’ora di leggere le vostre storie, le vostre sensazioni, perche’ essere qua senza sapere nulla con il mondo che elargisce notizie poco confortanti dalle vostre parti…e’ a dir poco preoccupante.
    Sono felicissimo per voi e per la conclusione del vostro viaggio ormai vicina, forse nel vostro pedalare immaginate anche di girare il mondo per sempre e di nutrirvi di nuove esperienze…chissa’ il vostro viaggio magari non e’ finito !!??!!

  5. Erika
    22/08/2010 @ 18:02 | Permalink |

    Anche io nn vedo l’ora di abbracciarvi dal vero, penso saremo in tanti e speriamo che il nostro assalirvi appiccicoso nn sia fastidioso come quello di alcuni vostri incontri… un abbraccio per ora solo virtuale!

  6. Paola Minoliti
    23/08/2010 @ 08:48 | Permalink |

    Ciao Marcella, ciao Bernardo (anche se non ti conosco di persona, ancora !). Che avventura la vostra, davvero fantastica ! E quanto coraggio, anche ! Spero di vedervi presto, a Modena naturalmente, l’ho promesso a Lucilla. Un forte abbraccio. Siete straordinari !

  7. Michele Vannuccini
    23/08/2010 @ 09:20 | Permalink |

    Cari Pedivellatori,è il primo commento che lascio sul vostro fantastico sito, ma ogni settimana faccio una capatina per sognare di stare li insieme a voi. Non nego che ultimamente stavo un po’ in pensiero…un mese di silenzio, stavo quasi pensando: “chissà avranno indossato una veste tibetana e si saranno fatti monaci??!” Un grande abbraccio da tutta Firenze.
    Michele

  8. MAURIZIO
    23/08/2010 @ 10:13 | Permalink |

    DI RITORNO DAL PAESELLO, FELICE DI AVER SENTITO LA TUA VOCE FORTEMENTE MOTIVATA, HO AMMIRATO LE BELLISSIME FOTO DELLE FANTASTICHE “NUVOLE” DOVE SIETE IMMERSI E SONO CONTENTO PER IL VOSTRO MERITATO TRAGUARDO.
    NON SONO CERTO LE MONTAGNE DEL TESINO, MA SONO COMUNQUE BELLE.
    TUTTI ASPETTANO CON ANSIA IL VS.RIENTRO PER RELAZIONARCI DI PERSONA QUESTA INDIMENTICABILE ESPERIENZA.
    VI SIAMO SEMPRE FORTEMENTE VICINI.
    UN ABBRACCIO
    BABBO MAURIZIO

  9. Alberto
    23/08/2010 @ 10:41 | Permalink |

    Bellissimi i colori tra le nuvole, quasi ti stordiscono da tanto sono vivaci!
    Bravi ragazzi!

  10. CHICCA
    23/08/2010 @ 11:29 | Permalink |

    ciao cari, come vi ho scritto precedentemente per essere solidali con voi la scorsa settimana fatto in bici da Budapest a Belgrado! Amazing!!quando tornate? Non vedo l’ora di ascoltare i vostri racconti.
    Baci
    Chicca

  11. M@RCELLO
    24/08/2010 @ 01:24 | Permalink |

    ……ah, dimenticavo….per un ritorno meno traumatico abbiamo organizzato un gruppo di bambini isterici per una sassaiola in piena regola con in aggiunta una muta di cani randagi idrofobi…tutti ad aspettarvi all’areoporto !!!!
    Contenti, eh ?????
    Ciaobelli.

  12. Lella
    24/08/2010 @ 22:59 | Permalink |

    Vi ho scritto un commento in un’altra parte (sono poco tecnologica e salto di palo in frasca..) e allora aggiungo solo ma quando arrivate????
    Lella

  13. giulio,mara,greta
    25/08/2010 @ 10:25 | Permalink |

    CIAOOOOOO!!!
    che bello avere vostre notizie, i vostri racconti sono così coinvolgenti che sembra di essere al vostro fianco!
    quando tornate vi ospitiamo un fine settimana così ci raccontate tutto
    ragazzi, ma ci pensate, quando ci avete detto davanti ad un piatto di pasta, dopo una bella sciata che partivate sembrava un sogno…….. invece eccovi lì
    un abbraccio forte forte
    siamo con voi!!!!

  14. nonno Vittorio
    25/08/2010 @ 16:53 | Permalink |

    oggi ho visto le vostre foto e mi avete fatto sognare e viaggiare con voi !!
    Vi aspetto a Firenze …….per una mangiata di bistecche alla fiorentina !!
    Un abbraccio
    Nonno Vittorio

  15. paolo e silvia (sinalunga)
    26/08/2010 @ 09:27 | Permalink |

    ciao bellezze,

    la prima buona notizia è che siete vivi, la seconda che avete qualsi raggiunto la meta! vi pensiamo e leggiamo. un abbraccio

    paolo e silvia

  16. Mirna e Max
    29/08/2010 @ 21:09 | Permalink |

    Ciao ragazzi, ben ritrovati! Siamo contenti di aver di nuovo vostre notizie, bellissime le fotografie e i commenti.
    Un abbraccio
    Mirna e Max

  17. Marina e Antoine
    30/08/2010 @ 19:08 | Permalink |

    Ciao Berna e Marcella,
    ci date tantissime emozioni ogni volta che leggiamo le notizie del votro viaggio, buona fortuna per l’ultima parte !
    Aspettiamo di rivedervi presto, un bacione forte,

    Mari e Antoine

  18. Pilutz
    31/08/2010 @ 16:45 | Permalink |

    Ogni giorno ormai mi connetto quasi ossessivamente al sito… i pochi attimi che passano prima di visualizzare i vostri post sono un tuffo al cuore, nella speranza di leggervi ormai arrivati a Lhasa. Ma quando xxx arrivate??? dai ragazzi che non vedo l’ora di riabbracciarvi!

  19. FabioModena
    02/09/2010 @ 11:00 | Permalink |

    Complimenti. Bellissime foto di un viaggio straordinario.
    Siete stati bravissimi!

Ciao Anonimo, lascia un commento:

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