“Zaftra utro… Kitai!”

1-luglio-2010
Khorog (Tajikistan) – Kashgar (Cina), circa 1800 km
(Km totali, Modena-Kashgar:  10350 km)

Superate le insidie fluviali e gli smottamenti di Khorog ci rimettiamo in marcia con la paura, prima esile, poi sempre piu’ pressante della guerra civile Kyrgysa e dell’incubo chiusura frontiere.

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L’unica sbocco possibile (via terra) per entrare in Cina dall’Asia Centrale e’ il Kyrgyistan (Passo Irkhestam).

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La strada si impenna piano piano. I km faticano a scorrere sotto le nostre ruote. Wer, un villaggetto sonnolento si smarrisce nel pomeriggio. Un dottore di campagna tajiko ci trova una sistemazione per la notte: ospiti a casa di gente del Pamir. Ci offrono kefir, latte, pane ed altri derivati del latte. Cibo povero. Appena entriamo accendono la televisione! Musica indiana e show incredibile di alcuni ragazzini indiani. Ovvio! ci viene la voglia di viaggiare in India. Deve essere un posto strepitoso.
Incontriamo Dirk, tedescone testone, sta tornando indietro.. purtroppo, non ha il visto cinese e non crede nella possibilita’ di poter entrare in Kyrgyzistan con una guerra civile in atto! Ci dispiace per lui! Cominciamo a preoccuparci per noi!

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Poco a poco la strada si fa spazio tra le montagne diventando un deserto d’altura. Strade sterrate si impennano sotto i nostri pedali, atterriamo sopra un passo a 4200 metri (Kyzyl-Art Prevali). Si fa fatica a respirare normalmente dopo una salita.

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Vento e freddo! La strada che scende tra buche e dossi e’ insidiosa, tan’e’ che Bernardo inciampa tra i sassi e  ritonfa per terra!
Con le mani sporche di sangue, ma la bici illesa (stavolta) procediamo a stento in mezzo al polverone sollevato dai molti camion cinesi (Kamaz) che provengono dal Passo Quolma.

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Dopo il Passo, visioni grandiose delle vette innevate della catena del Pamir insieme al blu cobalto del Lago salato (Tuz kol) e del Lago Puzzolente.
Poco dopo la piana di Alichur, dove troviamo un posto caldo dove poterci rifocillare.

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Prime yurte attraverso i pascoli estivi del Pamir. Corriamo letteralmente i 100 km che ci separano a Murgab, con nell’animo instillata l’ansia e la paranoia che la frontiera kyrgysa sia chiusa irrimediabilmente.

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“Molti turisti stanno tornando indietro!” ci annuncia il gestore della gestniza.
Noi proseguiamo imperterriti, morsi dalla tarantola di notti insonni a pensare ai possibili inciampi e conseguenze di un futuro quanto mai incerto.
Va bene l’avventura, ma questo e’ troppo! Gia’ appare difficile pedalare e soprattutto l’incedere asmatico sopra i 4000 metri, in piu’ se ci si mettono pure le contingenze internazionali.

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A Murgab speriamo di incontrare qualche ciclista con cui allearci. Siamo fortunati le nostre preghiere saranno esaudite. Troviamo i due fratelli belgi, anche loro nel panico. Arnau e Gregoire di Bruxellas.

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Sara’ un alleanza che ci portera’ lontano!
Piantiamo la tenda nel deserto ventoso subito fuori Murgab. Spesa al vivace  e caratteristico bazar fatto di container.

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Davvero il cibo in Asia Centrale e’ una tragedia. Solo patate e  cipolle e riso e se ti va bene qualche pomodoro.
Vento e rughe nei volti, ci alziamo lentamente sopra i 4000 metri.   Il sole brucia il volto e le labbra, gli occhi lacrimano per il riflesso.

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Quando sormontiamo la gobba decorosa del Passo del Cavallo Bianco (Ak-Baital Prevali) a quota 4655 mt, iniziano le nevi perenni ed uno spettacolo entusiasmante.

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La strada peggiora vistosamente ripiegandosi in un tolondule’ (una sorta di pista polverosa fatta di gobbe insopportabili).

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Una famiglia molto povera ospita il nostro pranzo. Arnau si sente a disagio.
Piu’ in basso lo spettacolo clamoroso del gigantesco lago d’altura, il Kara Kol, un bacino creato da un meteorite.

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Rumore di Yak, un grugnito sommesso unito ad un incedere sempre faticoso.

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Ne rimaniamo ompletamente stregati!
Le sponde del lago cambiano colore a seconda della prospettiva. Una gip-caravan ospita Wolfgang e sua moglia, coppia di tedeschi mitici.

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Accampiamo in riva al lago, circondati da monti enormi addobbati dalla neve.

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Il vento si alza in tarda mattinata e non smette di soffiare forte e gelido per tutta la giornata sino al calar del sole, a volte a favore, a volte no.

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Gli ultimi passi sopra i 4000 metri prima di arrancare verso il confine. Ci sorprende una tormenta di neve. Troviamo rifugio in un tubo per l’acqua sotto la strada.

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Appena il tempo migliora leggermente riprendiamo per piantare le tende a 5 km dal confine. Invece saranno Wolfgang ed uno svizzero ungherese completamente matto (Laszlo) ad affrettarci verso il cofine: “Dobbiamo muoverci in fretta e tutti assieme, la frontiera tajika e’ ufficialmente chiusa da oggi per quattro giorni perche’ il presidente viene a visitare queste zone!”
Incredibile!

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Leviamo le tende e corriamo verso il confine. Laszlo corrompe le guardie con vodka ed aglio. Riusciamo a passare tra freddo e neve. E’ tardi.
Scendiamo l’ennesimo passo assieme alla pioggia. Scendiamo rapidi im una strada che sembra fango, diventa ruscello e accampiamo ormai buio di fianco alla frontiera kirghiza.

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Che pomeriggio thriller! L’Asia Centrale e’ decisamente un luogo da fuori di testa! Chiudono le frontiere e strade solo perche’ il presidente viene in visita in zone vicine. Mah!

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Il giorno dopo non incontriamo difficolta’ nell’entrare in Kyrgyzistan (la situazione sembra si sia tranquillizzata!)
Le guardie di frontiera ci informano anche riguardo all’Italia al Mondiale di calcio: “Italia dom…” “L’Italia e’ tornata a casa…”

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Il Kyrgyzistan appare come un’immensa distesa verde popolata da yurte di nomadi nei loro pascoli estivi. Veniamo ospitati in una di esse. Emozione! Beviamo latte di giumenta fermentato (la loro birra!).

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Pedaliamo il mitico Passo Irkhestam in direzione cinese. Bambini cavalcano cavalli molto piu’ grandi di loro. Cavalcano con destrezza e grinta.

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A sera, mentre piantiamo la tenda..CRAK.. un pezzo della paleria si rompe. Panico! Riusciamo comunque a riparare il danno.

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La bici di Bernardo emette strani rumori: il mozzo della ruota anteriore e’ quasi fuori uso, lo cambieremo a Kashgar.
Il Passo Irkhestam in parte e’ stato asfaltato, in parte conserva il suo fondo accidentato, ma estremamente romantico.

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La sera prima della Cina un uomo kyrghiso, chiaramente ubriaco, cucina del pesce scheletrico e ci vuole ospitare, per forza, tra le sue mura di treno. Grida disperato: “Zaftra utro..Kitai…   Domani mattina ..Cina!”
Attraversiamo la frontiera cinese visibilmente emozionati.
Ci perquisiscono anche le mutande alla ricerca di armi!

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Siamo in Cina, nella provincia uigura. Ci abbuffiamo di cibo. Sembra ancora di essere in Asia Centrale, per modi e costumi, ma adesso si mangia davvero bene e di gusto. Siamo compulsivi nell’abbuffarci. Troviamo frutta, verdura, dolci. Il paese del bengodi. L’altra faccia della medaglia sono rifiuti e discariche ovunque, vicino ai centri abitati.

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Il piatto principale e’ costituito da laghman (noodels) preparati freschi sul momento insieme a verdure saltate. (una sorta di tagliatelle). Delizioso! Si mangia solo con le bacchette, non c’e’ altro modo, ma non e’ poi cosi’ difficile. Si sputacchia, si emettono strani versi e ci si china fin sopra al piatto, ovvero tutta quella parte di galateo occidentale va a farsi fottere in pochi secondi e ti senti cinese nell’animo.
L’arrivo a Kashgar e’ una festa; una citta’ mitica, fatta di edifici moderni e case testimoni del passato. Milioni di motorini elettrici. L’impressione a volte e’ di essere nel futuro, poi volti lo sguardo poco oltre e ti ritrovi insieme ad oggetti del passato.
Incredibile Cina!
“KITAI!!!”

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13 Commenti per "“Zaftra utro… Kitai!”"

  1. giulio,mara,greta
    01/07/2010 @ 12:37 | Permalink |

    c’è solo una cosa da dire…. siete grandi!
    un grande grande grande abbraccio

  2. papà mario
    01/07/2010 @ 16:15 | Permalink |

    grazie al cellulare non siamo rimasti senza contatti,però leggere queste ultime pagine del vostro diario è veramente un’emozione!!!
    bravi!!!!!!!

  3. MAURIZIO
    01/07/2010 @ 16:32 | Permalink |

    GRANDE, E’ STATA GRANDE LA GIOIA DI SENTIRE LA VOCE DEL MIO “PICCOLO GRANDE” BOBO/BOBOLICIO COME LO CHIAMAVAMO DA PICCINO E POI BARNY O BERNY E COMUNQUE SEMPRE LUI BERNARDO ORA BERNARDONE IN VETTA AL MONDO CON LA CARA “SCIAGURATA” MARCELLINA, MITICA CORAGGIOSA ED UNICA NEL SUO GENERE! GRANDE DONNA;BRAVI,BRAVISSIMI E SOPRATTUTTO DETERMINATI E DIREI TUTTO SOMMATO RIPAGATI DA EMOZIONI E SODDISFAZIONI ENORMI.
    A COMPLETAMENTO DI QUESTA GIORNATA FELICE LA SORPRESA DEL VOSTRO REPORTAGE ESTREMO CON FOTO FANTASTICHE, DALLE QUALI SPRIZZATE FELICITA’ A 360 GRADI IGNARI DELLE FATICHE, MA RICORDATEVI CHE IL COMPLETAMENTO DEL VIAGGIO DOVRA’ ESSERE
    IL “TESINO”, NON DIMENTICATELO, VI ASPETTA….PER POI RICOMINCIARE CHISSA’ PER DOVE! NON OSO PENSARE!!!
    ABBRACCIONI ENORMI.
    BABBO MAURIZIO

  4. Gianluca
    01/07/2010 @ 18:05 | Permalink |

    Una sola grande parola…. MITICI.

  5. Mirna e Max
    01/07/2010 @ 18:56 | Permalink |

    Ragazzi, che foto fantastiche, paesaggi strepitosi, non ci sono parole. Ho pianto.
    Grazie, davvero

  6. Paolo Andrea e Marco (casapace, bari)
    01/07/2010 @ 20:59 | Permalink |

    ragazzi leggervi e vedervi è un’emozione incredibile. contenti di sapervi in compagnia!

  7. Pilutz
    02/07/2010 @ 00:01 | Permalink |

    Grandi ragazzi!
    Finalmente!!!!! bello sentirvi sempre più entusiasti…
    Dai che la meta ormai è a portata di pedale!

  8. Francesco Salvi
    02/07/2010 @ 11:01 | Permalink |

    Ciao giovani!! Alla fine ce l’avete fatta!! Siete il nostro miglior prodotto esportato in Cina!!
    Un bacio grosso.

    Fra e Si

  9. Riccardo
    02/07/2010 @ 13:55 | Permalink |

    siete davvero uno spettacolo!!! ogni vostra parola, ogni vostra foto è un’emozione da lasciare senza fiato! un super abbraccio!
    Richi

  10. marina
    02/07/2010 @ 15:42 | Permalink |

    Vi seguo sempre, complimenti e… godetevi la Cina!! arrivate a Xi’an? km più km meno… o no? bacioni blog

  11. Marce & Berna
    05/07/2010 @ 05:39 | Permalink |

    Oggi si riparte! Riposati e sistemate le bici, iniziamo l’attraversata del deserto del Taklimakan…ciao!

  12. vittorio arioli
    05/07/2010 @ 15:20 | Permalink |

    State ormai entrando nel MITO!

  13. Marco Vale Viola
    05/07/2010 @ 18:56 | Permalink |

    Ciao ragazzi le vostre ultime notizie e immagini ci hanno fatto impazzire di un miscuglio di emozioni siete insieme alla Viola quanto di piu’ bello ed umano possa accadere di incontrare in una esistenza degna di questo nome…….in questi giorni vi mando un aiuto etereo attraverso il reiki quella frontiera non e’ nulla contro la vostra voglia di vivere pienamente la vita in questi mesi si sta manifestando attraverso il vostro viaggio ma sara’ cosi’ anche in qualunque semplice azione della vita. La Viola ha cominciato a camminare e adesso vorrebbe raggiungervi………………. un grande abbraccio MarcoValeViola

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