Qazvin, Tehran, Mashhad. Il continente se ne infischia ma non il vento!

4 maggio 2010

Qazvin- Mashhad km 1118 (11 giorni di cavalcate furibonde)
Chilometri percorsi fino ad ora in Iran 1913 (e non e’ ancora finita)
Chilometri totali dalla partenza 7500

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Finalmente siamo arrivati a Mashhad, citta’ di frontiera, citta santa per gli sciiti, luogo di sepoltura dell’ unico Emam morto in Iran, l’adoratissimo Emam Reza, meta di lunghi e sentiti pellegrinaggi.

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E’ stata una lunga pedalata attraverso la pianura dopo le  montagne dell’azerbaigian iraniano, il traffico di Tehran, il deserto rosso e ribollente, durata 11 giorni e un infinita’ di kilometri.

Siamo ripartiti da Qazvin dopo una breve fuga al sud verso il meraviglioso sito archelogico di Persepolis, Impero persiano di Dario e zoroastrismo, e le sublimi citta’ di Isfahan e Shiraz.

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Moschee interamente rivestite di maioliche e di eleganti lettere in farsi, verdi parchi, bazar ribollenti di vita e di cibo. Grazie ai nostri amici di Qazvin abbiamo lasciato le bici a casa loro e viaggiando di notte in due giorni abbiamo avuto la fortuna di vedere questi luoghi affascinanti.

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Al ritorno Mister Hadi, Shima (fortissima monella iraniana) e i suoi amici ci hanno portato ad arrampicare. Ebbene si abbiamo avuto la fortuna di conoscere l’enclave climberina di Qazvin. Iran- Italia: decisamente 1 a 0!!!!!!!!

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Le mamme dei nostri amici hanno cucinato per noi gustosi piatti iraniani e ci hanno coccolato in ogni modo. Al mattino della partenza abbiamo fatto colazione con tutti gli amici del climbing e la famiglia che ci ospitava.

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TEHRAN, MALEDETTA TEHRAN! Abbiamo circumnavigato il mostro.

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E’ stata una esperienza terrifcante, traffico selvaggio. Una giornata intera senza cielo, 100 km nello smog e nel caos furibondo dove non esistono regole e se ci sono si infrangono con leggerezza: regolari sorpassi a destra, corsia d’emergenza utilizzata come normale via di scorrimento, retromarcie azzardatissime dopo essersi accorti di aver toppato l’uscita…un delirio pazzesco di clacson e frastuono di motori.

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Alla sera siamo arrivati devastati, la pelle ricoperta interamente di uno strato grigio.

Dopo Teheran IL DESERTONE!!! Affascinante distesa ribollente che ci ha accompagnato per 9 giorni fino a Mashaad.

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Intorno a noi l’orizzonte sfumato, montagne alte e aride, polvere e antiche rovine di caravaserragli: la via della Seta.

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Condizioni difficili: sole a non finire ma sopratutto vento contro, tanto. La strada non era piu’ tanto trafficata. La strada iraniana e’ costellata di camion e macchine guaste. Per poter guidare un camion bisogna prima essere meccanici. Migliaia di motorette ti sfrecciano accanto e i passegeri sono minimo 3 .

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Abbiamo dormito ovunque: ospiti di generose famiglie, riparati da bufere nelle comode sedi della Mezza luna rossa e del pronto soccorso coccolati da infermieri e volontari, nel mezzo del deserto tra rovine di castelli e caravanserragli, prima nel parco del campus univerisitario poi in una comoda residenza, nella casa dei pellegrini dei santuari sacri agli sciiti….

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Una notte, piantata la tenda, si e’ alzato un vento furibondo. Dalle 2 alle 4 di notte ci ha impegnato nel sostenere la tenda che gagliardissima ha superato inaspettatamente la prova. Al mattino dentro e fuori la tenda c’era polvere e sabbia ovunque. Una tempesta spaventosa. Abbiamo relamente avuto paura.

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Tanti ci hanno sfamato: contandini, poliziotti, camionisti, famiglie intere…Frutta, te, pane, dolci, riso…Una macchina della polizia si e’ fermata e uno di questi ci ha dato due piattoni di riso: senza di quelli avremmo relamente fatto fatica a superare km di deserto.

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E’ stata una grande cavalcata!! Tanto faticosa quanto grandiosa! Arrivare a Mashaad e’ stata una grande soddisfazione.

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Mancano pochi giorni alla fine del visto, alla conclusione di questa avventura iraniana e ci rimane nel cuore l’affetto e la generosita’ di tutte le persone che abbiamo incontrato lungo la strada.

Pochi giorni e togliero’ finalmente l’hejab. Prima di entrare tanti ci hanno parlato dell’Iran: ci hanno avvertito della pericolsita’, delle norme di comportamento. Io dovevo indossare vestiti larghi e il velo, mentre Bernardo la barba lunga. Sin da subito  i ragazzi invitavano Bernardo a tagliarsi la barba che guardavano con occhi critici e gli dicevano che sembrava il fratello squatter di Jovanotti (testuali parole). In realta’ la barba lunga richiama la figura del mullah a molti non gradita.

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L’hejab, io, l’ho dovuto indossare sempre a parte qualche eccezione. All’interno delle case la donna straniera puo’ toglierselo. In generale il comportamento di uomini e donne e’ rigidamente normato ma per gli stranieri e’ possibile qualche eccezione (come per esempio stringere la mano di un uomo se te la porge). Cosi all’inizio l’hejab mi svolazzava da tutte le parti ma poi ho finito per imparare le tecniche di accomodamento. Le donne vestono spesso il chador e quando sull’autobus mi sono ritrovata tra tutte queste donne ricoperte da lunghi lenzuoli neri mi sono sentita a disagio.
Nessuno mi ha mai trattato con poco rispetto. Insomma davvero un mese intenso durante il quale ci siamo fatti trasportare dal vortice degli eventi e da questo mare incalzante di ospitalita’.

Dall’Iran le comunicazioni sono difficili: internet e’ controllato dal governo, molti siti sono oscurati e in generale la velocita’ del provider e’ ovunque ridotta per impedire che la gente comunichi. Cio’ nonostante la gente ci ha raccontato a lungo dei piu’ recenti avvenimenti nazionali e di vecchie guerre tra vicini. Si avverte la voglia di aprirsi al mondo e la fatica di stare all’interno di rigide regole dettate dall’alto.

Sono tante le cose da raccontare, tanti i ricordi meravigliosi. Possiamo con certezza dire che in Iran abbiamo avuto piu’ problemi con le condizioni ambientali, metereologiche che con le persone, dato del tutto inaspettato prima di entrare…

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16 Commenti per "Qazvin, Tehran, Mashhad. Il continente se ne infischia ma non il vento!"

  1. paolo e silvia BRUX.
    04/05/2010 @ 16:52 | Permalink |

    Che bello! erano giorni che aspettavamo vostre notizie, da ieri paolo cominciava un po’ a preoccuparsi. buona strata

    paolo e silviia

  2. Giakka
    04/05/2010 @ 18:19 | Permalink |

    Finalmente vostre notizie, non vedevo l’ora di sentire i vostri nuovi racconti, con le vostre parole ed immagini ci trasportate ogni volta li con voi.
    Forza ragazzi avanti tutta..
    Gianluca

  3. Webmaster
    04/05/2010 @ 19:23 | Permalink |

    bentornati ragassuoli! uno strusciapisello al volo (http://www.youtube.com/watch?v=zaf1cRo0D-k) per marcella ed il “suo” hejab!!!! un abbraccio forte forte dal pippo!!!! :)

  4. giulio,mara,greta
    04/05/2010 @ 20:28 | Permalink |

    settemilacinquecentochilometri!!!!!
    da giù di testa!!!!!
    a noi da quà non sembra che siano così tanti… a parte tutto…. ciaoooooo
    siete veramente forti..
    è bello rileggere le vostre avventure dopo una lunga pausa
    vi seguiamo e vi pensiamo sempre!!!

    un abbraccio

    giulio greta e mara

  5. Mirna e Max
    04/05/2010 @ 21:19 | Permalink |

    Rieccovi, finalmente! Non sembra, ma qui si sta in pensiero se non vediamo aggiornamenti…ma quando arrivano è davvero una gioia leggervi, e ascoltare i vostri racconti.
    A presto
    Mirna e Max

  6. Tomas
    04/05/2010 @ 23:39 | Permalink |

    Ciao ragazzi, è bello ritrovare i vostri racconti: mi fate davvero sognare. Tenete duro, quello che state facendo è davvero un viaggio straordinario, e non solo in senso concreto.
    Buon proseguimento
    Tomas

  7. montse
    05/05/2010 @ 03:12 | Permalink |

    animo chicos!
    desde latinoamerica s les quiere y se les sigue,…
    son los mejores!

  8. Marco Vale Viola
    06/05/2010 @ 12:19 | Permalink |

    ciao Amatissimi stasera avro’ un po’ di storie (le vostre)da raccontare a Viola sta crescendo bene non si tiene piu’ nel cuore della notte ci sveglia per gironzolare per il letto incitandoci ad alzarci……..un grandissimo abbraccio siete davvero UNIVERSALI………

  9. Nadia
    06/05/2010 @ 20:37 | Permalink |

    Che bello leggervi circondati di attenzioni e conforto.

  10. Fra Salvi
    08/05/2010 @ 19:48 | Permalink |

    Ciao giovani esploratori!! Sì perché il vostro mi sembra sempre più un’esplorazione di quello che c’è oltre…
    Vi siamo nel cuore, perché nelle gambe non ce la facciamo!!
    Forza!!

    Fra e Si

  11. Fra Salvi
    08/05/2010 @ 20:52 | Permalink |

    Ciao ragazzi. Leggere il vostro peregrinare fa bene… a me sicuramente, presa dal ritmo, folle, della vita qui. L’unica cosa che ci accomuna, nel viaggio di tutti i giorni, nostro e vostro, è sicuramente l’incontro con le persone (bianche, gialle, nere… malate, sane…curiose o diffidenti, … persone). Perciò FORZA e AVANTI, la ricchezza di questo viaggio vi farà essere diversi, acquistate a pieno titolo l’etichetta di VIAGGIATORI. Una mia carissima amica, viaggiatrice, mi ha lasciato queste parole che condivido con voi. “Non c’è felicità per chi non viaggia. A forza di stare nella società degli uomini, anche il migliore di loro si perde. Mettiti in viaggio. I piedi del viandante diventano fiori, la tua anima cresce e da frutti. E i suoi vizi son lavati via dalla fatica del viaggiatore. La sorte di chi sta fermo non si muove, dorme quello che è nel sonno, e si alza quando quello si desta. Allora vai, viaggia”
    Un bacione
    la vostra dottoressa Silvia

  12. metellone
    09/05/2010 @ 21:57 | Permalink |

    Bella testimonianza… sono quasi invidioso (Ho detto quasi… ;-)

  13. Francy&Tommy
    10/05/2010 @ 00:18 | Permalink |

    Adesso che siamo insieme davanti ad un pc ne approfittiamo per scrivervi…:)
    Anche noi ci aspettavamo vostre notizie: ci avete viziato in precedenza e ora siamo diventati esigenti! ;)
    Ci immaginavamo cmq che dall’Iran le comunicazioni sarebbero state più difficili.
    Tommy si sta preoccupando…non sa se la citazione riguardo la barba di Berny è ripresa da lui o lo hanno detto veramente i ragazzini iraniani (in questo caso è preoccupato sul serio!).
    Forza, anche se adesso le gambe sono affaticate state pedalando alla grande e state vivendo un’esperienza unica: non sono i luoghi e neppure le migliaia di km percorsi che rendono questo viaggio speciale per noi che leggiamo, ma le persone che incontrate nel vostro cammino.
    Alla prossima

    Fra&Tommy

  14. Guido
    11/05/2010 @ 13:09 | Permalink |

    WWWWWOOOOOOWWWWWWW!!!!

    …c’è poco da dire.
    dai vostri “spettacolari” racconti traspare probabilmente l’1% delle sensazioni&emozioni che state vivendo…
    …continuare a leggere rende sempre più sorridenti e curiosi verso quello che incontrerete la prox volta.

    guido

  15. CHICCA
    12/05/2010 @ 17:36 | Permalink |

    CHE SPETTACCOLO…..che avventura…CHE MARA..VIGLIA!!!
    VI PENSO!
    BACI CHICCA

  16. rosy
    13/05/2010 @ 21:29 | Permalink |

    mamma e papa di luca verardi ragazzi siete forti eresistenti non penzavomo che avevate tanta forza baci

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