Pasqua a Doğubayazit…. nonostante tutto!

1-5 aprile 2010

Ahlat-Doğubayazit, km 200

Passata la pausa-diarrea tentiamo di coprire gli ultimi chilometri fino al paesone di frontiera di Doğubayazıt.
İmpresa abbastanza ostica viste le incursioni fameliche dei cani randagi e le sassate dei bambini. Oltretutto si mette anche a nevicare. Ancora neve! ancora freddo! Per fortuna siamo dentro al nostro öğretmen evi.

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Girelliamo tra le tombe del cimitero selgiuchide di Ahlat crecando ispirazione tra le mille scritte in farsi ed in arabo. Cercando il bandolo della nodosa matassa turca.

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Davvero un paese difficile. La Turchia come banco di prova; la Turchia con il suo territorio difficile, la sua gente ospitale. La Turchia senza mezze misure.. o bianco o nero.. senza la via di mezzo!
Capita che uomini ti offrono da mangiare o del prezioso çay per uno sguardo di amicizia o forse compassione  e pochi passi dopo gruppi di bambini ti si rivoltino contro a sassate…

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Venticinque chilometri fuori da Ahlat ci stoppa una camionetta di militari armati.
Marcella annaspa: “Oh Oh sorridiamo… mi raccomando….
Pensiamo al solito controllo passaporti; invece, cappellino ben calcato in testa. compare Uğur, il comandante: “Parla italiano?”
“Ci vediamo in jandarma per mangiare qualcosa insieme!”
La jandarma, la caserma turca, dove siamo accolti con onore e rifocillati.
Uğur parla bene l’italiano, studiato quasi per caso. Ci racconta della sua famiglia e della situazione dell’est della Turchia, molto difficile.
“Mi avete fatto passare una giornata diversa…” Dice lui contento.

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L’incontro con Uğur ci da una carica bestiale; voliamo letteralmente accanto al lago di Van. İn serata siamo ad Erciş con tra gli occhi enormi montagne innevate.

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Da Erciş a Çaldıran saliamo lentamente tra gruppi di bambini che ci salutano e danno inizio alle loro sassaiole. A volte qualche d’uno di loro ci punta contro una pistola: ci prende una certa inquietudine.
Le voci dei bambini sono normalmente un suono evocativo, bello. Per noi ora sono il segnale che bisogna accellerare, attraversare i villaggi al volo.
Poi ci sono gruppi di cani randagi (fino a 20): per fortuna c’e’ sempre una macchina turca che ci da man forte nel rispondere all’assalto di quest’ultimi.

İl giorno dopo invece partiamo di gran carriera:
Scaliamo in bicicletta, contro vento, un passo non segnato nella mappa. İl passo si inerpica fino a 2644 mt.

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İncredibile!
Un vulcano dı 3500 mt, il Tendurek Dağı, attorno al passo. Bellissimo!!!
Neve ovunque!

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Freddo bestia e vento… soprattutto vento!
Arrivati in cima grande festa.

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Un pulmann dı ragazzi proveniente da İstanbul ci aspetta per farci festa.
Grande gioia!

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Poi inizia la discesa. Vento.. troppo vento! Vento laterale!
Purtroppo scendendo, anche se piano, una folata pazzesca  ribalta la bici di Bernardo e lo scaraventa a terra!

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Si rialza subito!  Neanche un graffio. Solo il morale a terra!
La ruota davanti della bıcı pero’ si e’ torta ed e’ da buttare.
Pantaloni in gore-tex e guanti pesanti sono squarciati, brevemente, ma in piu’ punti.
La giacca in gore-tex e’ miracolosamente illesa.
Da una borsa si stacca un gangio.
Momenti di panico.
Marcella e’ bravissima a mantenere la calma, Bernardo e’ abbastanza sconvolto. E’ stato un duro colpo.

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Nel frattempo la tormenta aumenta di spessore: pioggia mista a neve. Piove orizzontalmente! Si fa fatica a stare in piedi.
İl vento riesce addirittura a sollevare la tenda ed a sbatterla giu’ tra il ghiaccio. Corriamo a perdifiato per recuperarla. 
Fermiamo due camionisti: caricano le bici per 25 km, nel vano esterno dove ci stanno le ruote di scorta. Fa freddo e tutti sorridenti ci aiutano ad uscire da questo casino.

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Ci salvano il culo e ci offrono anche il pranzo.

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Appena arrivati in citta’ alcuni giovani meccanici ci vengono incontro.

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Ci offrono çay iraniano mentre due di loro spariscono con la ruota. Un’ altro intanto aggiusta la borsa.

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Dopo poco la ruota ritorna raddrizzata ed  a questo punto riusciamo a pedalare fino in centro. Ultime sassaiole.
 
İl giorno dopo facciamo cambiare la ruota.  Compriamo un cerchione nuovo. Un ragazzo lo ricostruisce ex novo! un lavoro incredibile. Raggia completamente il cerchione. Un mago!

Intanto all’ Otel Taharan,  Bilal, giovane proprietario curdo, ci racconta della storia tormentata di questa terra e di queste genti e ci da la sua spiegazione dell’aggressivita’ da noi subita, di questi ragazzini tremendi. Dice che crescono in villaggi poverissimi, senza alcun educazione scolastica e spesso subiscono le botte in casa e fuori. La violenza e’ il linguaggio che conoscono meglio, in una realta’ per lungo tempo oppressa e arretrata.

Lunedi’, finalmente l’Ararat si mostra ai nostri occhi, dopo due giorni di bufera.
Una vista urlante!

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Lunedi’ a zonzo per le vie di Doğubayazıt. Un calzolaio ripara il guanto sinistro maciullato ed un sarto rattoppa i pantaloni da pioggia.
Sono davvero abilissimi.

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İn albergo la corrente va e viene ed anche l’acqua e’ ballerina.
Ci aggiriamo tra le vie polverose di Doğubayazıt in attesa dell’İran…
İl 9 aprile andremo alla frontiera.

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Buona Pasqua a tutti!

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15 Commenti per "Pasqua a Doğubayazit…. nonostante tutto!"

  1. paolo e silvia, BRUX.
    05/04/2010 @ 15:28 | Permalink |

    non ho capito perché questi ragazzini se la prendono con voi e invece tutti gli adulti si fanno in 4 per aiutarvi. impressionante il passo! marc. vera forza della natura! un abbraccio appena di ritorno a bruxelles. in bocca al lupo per l’ingresso in Iran.

    paolo e silvia

  2. giulio,mara,greta
    05/04/2010 @ 15:33 | Permalink |

    BUONA PASQUA A VOI!!!!!
    ciao ragazzi, come sempre le vostre avventure sono incredibili!!!!!
    quando vediamo dei servizi nei telegiornali sulle zone dove passate ci chiediamo: come saranno messi la marci e berna??
    siamo con voi

    un abbraccio

    mara, giulio e greta

  3. M@RCELLO
    05/04/2010 @ 21:18 | Permalink |

    Ciao ragazzi, volevo farvi i miei complimenti per la vostra incredibile forza d’animo…..e non scoraggiatevi troppo, alla fine si risolve sempre tutto…chiamatela coincidenza, chiamatelo culo, come volete ma comunque l’importante e’ saltarci fuori e voi ci riuscite sempre, con un carico di energia sempre maggiore e un bagaglio di ricordi e aneddoti immenso.
    Fatene tesoro e non fermatevi mai.
    In bocca al lupo per la frontiera.

  4. lucilla
    06/04/2010 @ 13:37 | Permalink |

    che emozione il monte Ararat! che emozione tutta questa tappa! si legge la soddisfazione nelle facce in cima al passo e l’ansia nel volto barbuto di Bè dopo il volo. il sarto chino sul suo lavoro antico volto a riparare ciò che era sembrato irreparabile… foto bellissime! ma… come mai non ci sono le foto dei cani?

  5. M@RCELLO
    06/04/2010 @ 22:09 | Permalink |

    …..comunque una salitina sul magnifico Monte Ararat ci poteva stare, per dare un tocco un po’ mistico al vostro viaggio…sono solo 5.165m !!!!
    ….e poi non ci sono bambini che tirano sassi in cima !!!!
    A presto amici e buona pedalata.

  6. Davide il torinese di Ankara
    06/04/2010 @ 22:12 | Permalink |

    Bernardo e Marcella, il vostro viaggio è così bello e i vostri racconti irradiano quintali di soddisfazione e avventura! Un abbraccio enorme e un in bocca al lupo per quel paese sconosciuto e intrigante che è l’Iran… Davide

  7. zanni
    06/04/2010 @ 22:28 | Permalink |

    oh ragazzi, adesso non mi perdo più un post!! anzi sto pure condivendo la vostra avventura con altra gente..
    il monte ararat, l’eufrate, che storia!! grandissimi..
    un abbraccio, al prossimo post..
    z.

  8. sempretanini
    07/04/2010 @ 13:31 | Permalink |

    siete una meraviglia amici!!
    eppoi che bello be con la fede al dito!
    mi mancate un sacco!
    tanti baci ma tanti…ciao marcinamia!
    tanina

  9. Iñaki
    08/04/2010 @ 22:05 | Permalink |

    Meterle caña, chavales. Ahora todo es cuesta abajo. Nos dáis una envidia enorme por lo que habéis visto y por lo que os queda. Un abrazo y un achuchón aún más fuerte.

  10. Monia
    09/04/2010 @ 10:45 | Permalink |

    Ragazzi che avventura.. Il vostro racconto è meraviglioso! Ultimamente mi sono persa qualche puntata.. Berni vedo che hai messo su una bella barba! Tenete duro che la meta si avvicina, e anche la bella stagione spero! Un abbraccio

  11. paola
    12/04/2010 @ 00:21 | Permalink |

    con l’aiuto di Lucilla sono riuscita ad entrare in contatto con Voi. Grazie!
    Avevo già visto le vostre foto, ma tutto sembrava più “tranquillo”..poi quest’ultimo racconto mi ha fatto pensare più volte (neve, vento, ecc..) ma chi ve lo ha fatto fare??!!!! pensieri subito cacciati come pensieri di vecchietta un pò invidiosa del vostro coraggio, del vostro entusiasmo e di tutto quello che vedete!!
    Ma perchè Marcellina non ti sei fermata con quei bambini? per cosa hai fatto tutti quei corsi sulla relazione, sui conflitti, sulla mediazione? troppo comodo in Italia!!
    Grazie per rendere anche noi partecipi del vosro viaggio.
    un grosso bacio
    paola

  12. Kappa
    12/04/2010 @ 01:31 | Permalink |

    Ciao ragazzuoli!
    Pensavate forse che vi avessimo dimenticati? Pensavate che valesse per noi il detto “lontano dagli occhi, lontano dal cuore?” Assolutamente no!
    Guardate a che ora ci siamo ridotti a scrivervi… Se non è amore questo! :-)
    Era da molto tempo che non vi leggevamo, il fatto è che leggervi significa stare con voi, invitarvi a casa nostra: e quando si invitano gli amici con loro si desidera trascorrere tutta la sera, talvolta si sconfina nella notte, conme in questo caso. Leggere a fondo quello che scrivete, guardare le foto, ritornare indietro alla ricerca di quel luogo o di quella persona, forse già citata, già da voi vissuta; fare proprie il più possibile le emozioni del vostro andare…
    Forza avanti tutta!
    Se non sbaglio in Iran ci sono ancora montagne, ma in Turkmenistan vi farete tutta la pianura del Caspio. Magari riposerete la muscolatura!
    Comunque Perni mi chiedo: come mai la Marcella, sebbene faccia la tua stessa fatica, appare ancora appartenere alla civiltà e tu sembri il fratello squatter di Jovanotti?
    In bocca al lupo, ci rifaremo vivi certamente!
    Francy & Tommy

  13. Alberto
    14/04/2010 @ 15:36 | Permalink |

    Wow…che dire…questa è un avventura!
    Ho anch’io dei vaghi ricordi di sassaiole da parte di ragazzini Turchi :(
    Che peccato… immagino non sia facile…
    Comunque il vostro viaggio, intanto che il mio è fermo per ritardo fondi, mi tiene incollato allo schermo del pc come poche cose riescono a fare!
    Una cosa del genere la provavo solo da piccolino, guardando in TV il giro del mondo in 80 giorni di Mr. Fogg!
    Continuate così e tenete duro!

    Abbracci e una bella spintarella simbolica, tanto non vi squalificano se vi spingo simbolicamente :)

    Ciaooo

  14. paolo e silvia, BRUX.
    14/04/2010 @ 21:04 | Permalink |

    ciao ragazzi,
    sepro tutto bene, aspettiamo nuove tappe! buona strada

  15. Serenity
    23/06/2010 @ 15:41 | Permalink |

    Ciao ragazzi, non ci conosciamo ma ho saputo di voi quando una cara amica fuori dal cinema estivo di modena mi ha presentato i genitori di Marcella. Spero non me ne voglia la mamma di Marcella ma ha regalato una di quelle battute incisive che meriterebbero di essere depositate alla siae. Alludendo al marito (Roberto ?) per nulla contento del film visto ha rilasciato la seguente dichiarazione : “non fate caso a lui, mi dimentico sempre di lasciarlo a casa….” . Vi invidio fortemente ragazzi, io questo treno mi sa che l’ho perso ormai….Buona continuazione !!!!

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