C’era una volta un tedesco a Plovdid…

MALATYA-AHLAT (LAGO DI VAN)
21 MARZO-28 MARZO 2010
504 KM

La serata a casa della famiglia di Levent passa tra chiacchere e risate.

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Al mattino ci alziamo di buon ora e la prima tappa e’ il sito di Aslantepe. Ci riceve il custode, Yussuf, amico di Federico, archeologo come Berna, che ogni estate si trasferisce a scavare qui. Ci fa da guida ed e’ molto affettuoso.

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Poi si decide che per festeggiare oggi si fa LA SCAMPAGNATA!! Un’idea genıale che pagheremo a caro prezzo a suon di salıte e discese. Usciamo dalla via princıpale e prendiamo la stradina che porta prima a Eski Malatya e poi al ferryboat. Ci perdiamo ed e’ la polizıa che ci scorta amichevolmente fino al porticciolo: davanti il furgone e noi dietro per parecchi kilomentri. Nei paesini la Polizia e’ a caccia di farfalle… cosi ci disse un giorno il nostro amico Mehmet.

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Arriviamo al porticciolo e non si parte fino alle 14.30…sono le 12. Maliq ci invita dentro l’ufficio, ci si toglie le scarpe e via dı caj. ‘Mısafır, Mısafır’ (ospiti, ospiti) e siamo ospiti a pranzo.

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Ci dicono che i km da fare sono tanti, pıu’ di quello che avevamo calcolato: insomma una deviazione importante!!! Poco ci manca che perdiamo la barca: mentre stiamo chiaccherando ci rendiamo conto che la barca dopo aver scaricato le auto sta per ripartıre. Un amico corre per fermarla: la barca torna indietro e noi saliamo a bordo con le scarpe slacciate e sghignazzando…

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Si attraversa l’Eufrate, quello del Tıgri, quello dei libri di scuola. Una volta dall’altra parte iniziamo a pedalare in un paesaggio bellissimo.

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Cı fermiamo: Berna ha bisogno di ‘meditare’ e si avvia nel campo purtroppo privo di ripari. Dopo poco arriva lungo la strada un trattore che  si ferma vicino alle bici. Un omino polverosissimo scende e io mi avvicino a lui per garantire un po di privacy a Bernardo. Ma l’omino non ne vuole sapere, vuole vedere l’ arkadesh, il mio amico. Rimane ad osservare Bernardo in tutte le sue manovre, mentre io muoio dalla risate. Lo aspetta per stringerli la mano.

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La giornata si conclude in un campo di albicocchi in fiore.

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Usciamo dal sali e scendi della scampagnata e alla prima petrol station ci fermiamo affamatissimi.

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Ci accolgono a suon di caj e panzerotti al formaggio buonissimi, tutto offerto. Colazione abbondante che ci permette di affrontare la salita fino a Elazığ.

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Gli uomini sono nei campi a arare, le greggi al pascolo e la primavera sembra alle porte.
Cerchiamo a sera un posto riparato dove piantar la tenda tra campi arati e alberi, ma i turchi sono ovunque. Alla fine riusciamo a trovare uno spazio vicino alla ferrovia.

İl mattino dopo mentre noi raggiungiamo dal campo la strada arrivano le greggi pronte al pascolo con pastori e cani. Li lasciamo passare in una nuvola di polvere.

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La partenza e’ faticosa; c’e’ molta stanchezza. Ci fermiamo a mangiare in una bettolaccia terribile, un piatto di pollo stopposo. Era l’unica per chilometri.
Arriviamo a un paesino e lungo la sua strada principale ci sono uomini che sorseggiano il caj seduti su sgabellini.

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Hanno pantaloni larghi, il cavallo basso, la papalina e un rosario nella mano (uguale a quello greco, komboloy). Parlano e bevono caj. Esausti ci sediamo anche noi a un tavolino e ci riposiamo sorseggiando al sole dell’ottimo caj. Notte in tenda, notte di stelle e lande desolate.

Al mattino ci attende un passo di montagna con vento forte e contrario.

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Saliamo lentamente e pazientemente. Tra i monti carri armati e basi militari; siamo ormai da un po’ in Kurdistan.
Planiamo su Bingöl, fa un caldo pazzesco: e’ tutto il giorno che abbiamo il sole alla nostra destra. Il braccio destro  e’ completamente tostato e dolorante.
Lungo la strada tutti ti salutano, ti suonano anche piu’ di una volta con clacson assordanti. Gruppi di ragazzini al vederci ci ricorrono. Nottata in tenda, crema per le braccia e sudore di una giornata.

L’intenzione e’ di arrivare a Muş, ma la strada continua a salire e le ore passano.

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L’asfalto e’ in molti tratti inesistente e la strada sembra piu’ uno sterrato in discrete condizioni. Ogni volta che passa un mezzo, sempre ad alta velocita’ scompariamo in una nube di polvere. Noi li malediciamo e loro salutano.

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Sudore, crema e polvere.
Dopo pranzo la strada scende ed e’ pianura, la pianura di Mus, insperata. Filiamo via velocissimi, 40 km in un’ora e mezzo.

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Arrivati a Mus alla casa dell’insegnante vogliono dividerci perche’ non siamo sposati. Berna in una camera nel piano degli uomini, io in una a quello delle donne.
Chiamiamo Redvan, amico di Omer che ci ospita  a casa di sua sorella. Stiamo con loro anche il giorno successivo. Ramazan il bimbo della sorella e’ molto simpatico e intelligente. Viviamo una giornata turca, anzi curda…

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Dopo colazione ripartiamo diretti a Tatvan ma vento contrario fortissimo e pioggia ci fermano ad appena 50 km da Mus. Una fatica improba: 6 km/h in pianura!
Ci fermiamo lungo la strada per riposarci e stare al caldo. Nelle petrol station gruppi di uomini ci accolgono nelle loro stanze spoglie. Ci chiedono se siamo sposati, se abbiamo figli (loro ne hanno tantissimi, un uomo addirittura 15) e ci parlano del kurdistan.
Ovest e est della Turchia non possono essere piu’ diversi.
Quando arriviamo al paesino ormai a sera smette di piovere e cessa il vento.
Alla notte nell’alberghetto dove siamo alloggiati la polizia ci controlla i passaporti.
La giornata passa nel ricordo di Massimo.

Al mattino partiamo di buon ora, con il sole in faccia. Oggi si arriva al lago di Van. E’ dal 2007 da quando un ciclista tedesco a Plovdid ci ha detto che era diretto qui e dopo aver visto alcune foto che sognavamo di arrivarci.

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Ci arriviamo e il lago e’ bellissimo, tutto contornato da montagne. Berna inizia a sentirsi male e fino a sera sta sempre peggio.

Siamo fermi a Ahlat lungo le rive del lago a riposarci e riprenderci per alcuni giorni prima di avvicinarci al confine. Berna sta meglio, allettato ma sorridente.

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Da un qualche giorno gruppi di ragazzini (e ce ne sono tanti…) ti rincorrono al grido MONEY, MONEY e quando vedono che non glieli dai ti tirano sassi. Ci si arrabbia e gli si grida contro. Non e’ piacevole e piuttosto avvilente.

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13 Commenti per "C’era una volta un tedesco a Plovdid…"

  1. giulio,mara,greta
    30/03/2010 @ 15:52 | Permalink |

    ciao ragazzi,
    anche se è un pò che non vi scriviamo vi pensiamo sempre
    quì ora siamo tornati alla normalità ma eravamo sommersi dalla neve … ma proprio sommersi!!!!!
    quando tornate vi facciamo vedere le foto

    un abbraccio forte forte

    mara giulio e greta

  2. paolo
    30/03/2010 @ 20:56 | Permalink |

    oè! dai dai.
    vi leggiamo sempre con trepidazione!

    un abbraccio

    paolo & silvia

  3. Mirna e Max
    31/03/2010 @ 20:58 | Permalink |

    Marcella, ci hai fatto sbellicare dalle risate…Berna occupato nelle sue necessità fisiologiche e l’omino in attesa …di stringergli la mano!!
    Un abbraccio
    Mirna e Max

  4. marina
    01/04/2010 @ 16:53 | Permalink |

    Ciao! di nuovo a casa ho recuperato le ultime tappe, belle foto e bello tutto nonostante difficoltà e fatiche… bella forza! bel resoconto, ogni tanto avrei ancora tante domande, comunque tutto interessante. Buon primo aprile, (si usa?) e buona pedalata pasquale (capretto e colomba?) bacioni marina

  5. CCONCETTA
    01/04/2010 @ 23:52 | Permalink |

    ciao MARCELLA, SIAMO IN COMPAGNIA, INTORNO A CHIACCHIERE E CIBO. ABBIAMO VISTO LE VOSTRE FOTO, BELLISSIME. SONO CONTENTA CHE SIETE N GRADO DI VEDERE QUEI POSTI BELLISSIMI.ORA SO COME VEDERVI. SALUTONI ANCHE A BERNARDO, CHE HA L’ARIA SEMPRE PIù MISTICA.UN ABBRACCIONE, A RIVEDERVI. QUI TUTTI:I TUOI GENITORI , TILDE , DAVIDE E GIORGIO VI SALUTANO E INSIEME VI FACCIAMO GL AUGURI DI BUONA PASQUA.

  6. Alle
    02/04/2010 @ 13:17 | Permalink |

    Ragazzi, siete la mia lettura preferita. Scrivete, scrivete, raccontate e fotografate.
    La primavera è finalmente arrivata. Ma, una curiosità? Litigate e andate sempre d’amore e d’accordo?
    In ogni caso siete una coppia da film (turco, ovviamente)!
    Vi bacio tantissimo
    Alle

  7. Zanni
    03/04/2010 @ 20:58 | Permalink |

    ragazzi!! marce! bè!
    come state? vi avevo abbandonato, è vero..
    qua le beghe di lavoro hanno preso il sopravvento..
    ma ho ripreso a leggervi e vi trovo carichi e belli!
    marce dov’è finita la tua cresta? hai i capelli lunghi..
    bè resisti, mi raccomando non fare come i viola che sono in caduta libera.. :-)
    un abbraccio, siete grandi!!
    zanni from modena

  8. M@RCELLO
    03/04/2010 @ 23:37 | Permalink |

    Amici cari, vi auguro una buona Pasqua !!!!!
    A presto.

  9. Gianluca
    04/04/2010 @ 11:04 | Permalink |

    Buona Pasqua ragazzi

  10. Strega Stroppolosa
    04/04/2010 @ 11:17 | Permalink |

    Ehi….credeteci anche per me!
    Un abbraccio grande come l’emozionante lago di Van!
    (sperando che non sia una pozzanghera…):-)

  11. Pilutz
    04/04/2010 @ 18:42 | Permalink |

    Buona Pasqua ragazzi! spero che il cammino proceda in discesa e senza pioggia. Forza e dateci dentro coi pedali che il Tibet si avvicina…

  12. Max
    19/04/2010 @ 19:49 | Permalink |

    Ciao ragazzi, che bello leggere il vostro diario!!!
    vi aspetto al vostro ritorno per una nuova intervista!!!

  13. Steve
    28/05/2010 @ 08:55 | Permalink |

    Buona Samarcandaaaaaa, qui a Modena è arrivato il caldo!!!

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