Shqipëria

Innanzitutto grazie a tutti coloro (tantissimi!!) che durante la traversata italiana ci hanno sostenuto, ci hanno aiutato e ci hanno ospitato. E’ stato per noi molto importante: bei momenti di condivisione!!!

TRAGHETTO PER L’ALBANIA

Carichi di ogni tipo di leccornie (le borse scoppiano) gentilmente fornite da Massimo, il panettiere, in una notte di maestrale e pioggia ci avviamo verso il traghetto. Brindisi e’ vuota, il porto e’ alla fine del corso, il vento e’ forte. Mille sono i pensieri che affollano la mente: tante domande, poche risposte…e’ gia’!La lunga pedalata attraverso l’Italia e’ finita, e’ arrivato il momento di espatriare…
Insomma saliamo sulla nave, insieme ai colleghi albanesi, lasciamo le bici nelle mani dei marinai e ci troviamo un posticino tranquillo (si fa per dire!) al piano superiore.
Dopo poco ronfiamo sdraiati su un divanetto, mentre la barca e’ in balia totale delle onde. Nei momenti di maggiore ondeggiamento, Bernardo pensa alle bici sballottate nella stiva, io ci vedo naufraghi in mezzo alle onde.
Al mattino ci svegliamo con la costa albanese di fronte: ci siamo!! Scrutiamo l’orizzonte per capirne la geografia, parliamo con un ragazzo albanese di Valona.

VALONA-DHERMI, 51 Km

Porto di Valona ed e’ subito circo: alla dogana ci cambiamo i vestiti, torniamo ciclisti tra doganieri caciaroni, valigie, passaporti e viaggatori. Ci divertiamo nel ritrovare l’Albania di due anni fa. Valona ci accoglie con nubi scure e grattacieli.

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Il tempo di riprenderci (e’ una parola grossa dopo una notte burroscosa in barca) e prendiamo la strada per Saranda. Inizia a salire, delle pettate spaventose, si arranca subito. Si sale di 1000 metri fino al passo. Non faccio in tempo a commentare che non ci sono cani che comincia il solito show di urla e sassi. Poi mentre scattiamo una foto a un cartello che parla di bistecca alla fiorentina compare Albert, albanese di Tavernelle che ci invita ad un te’ .

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Fuori fa freddo; e’ da quando abbiamo iniziato a pedalare che non ci siamo quasi mai fermati, pena il congelamento. Accettiamo volentieri l’invito e ci rifugiamo nel suo ristorante, accanto al camino, mentre ci racconta la sua storia: e’ tornato dopo 18 anni e ha avviato una sua attivita’. Tanti lo hanno fatto lungo la costa!

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Dopo l’ennesimo strappo di salita, siamo in cima e il panorama e’ mozzafiato…anche il vento!

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Durante la discesa a volte siamo costretti a pedalare: il vento frena la bici e ci sbatacchia un po’ dappertutto. Stiamo al centro della strada, andamento lento e attenzione massima.

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Alla fine capitoliamo in un campo d’ulivo. In tenda si ascolta: CATERPILLAR!! Ebbene si’ anche qui Cirri e Solibello! Poi ci addormentiamo distrutti…

DHERMI-BORSH, 41 Km

Si riparte sotto il sole (com’e’ bello, com’e’ rinfrancante!). Si riparte lenti, un po’ per stanchezza, un po’ per la voglia di essere lucertole al sole; lento l’andamento, lenta la colazione ad un baretto. Incontriamo molte persone che conoscono l’italiano e ci raccontano dell’Albania di ieri e di oggi.

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Si riprende a pedalare, sali scendi tremendo, in un paesaggio selvaggio. Tutte le macchine ci salutano a suon di clacson. Con la gente per strada tentiamo saluti albanesi. Pranzo in riva al mare: sole, sole, sole.

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Una foratura poco prima del buio ci costringe a fermarci a Borsh, in una stanza fredda. Mangiamo mezzo chilo di riso con verdure con il piumino addosso e il cappello. Di notte piove.

BORSH-SARANDA, 41 Km

Il sali e scendi e’ incessante, sali per 400 metri per poi ridiscenderli tutti, continuamente. Meno male e’ un gran bel posto! Pedaliamo decisi fino a Saranda, mentre le nuvole nere ci inseguono. La strada da asfaltata improvvisamente diventa sterrata, fango da tutte le parti e cosi entriamo in citta’. Ci guardiamo e sorridiamo: siamo nel delirio albanese, quello sperimentato a Tirana qualche tempo fa, un delirio vivace, rumoroso, contradditorio e divertente. Dopo l’ennesima foratura, concludiamo le pedalate nell’ostello della citta’ aperto da un mese. Siamo per oggi gli unici ospiti!

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9 Commenti per "Shqipëria"

  1. Lucilla
    13/12/2009 @ 00:23 | Permalink |

    Di ritorno da una conferenza di Alberto Angela su Terra madre o matrigna, trovo il resoconto della vostra movimentata traversata dell’Adriatico in direzione uguale e contraria dei primi immigrati dall’Albania… Coraggio, lupetti!
    Lucilla

  2. giulio,mara,greta
    13/12/2009 @ 11:13 | Permalink |

    ciao ragazzi, vi seguiamo sempre, è adesso che comincia il bello!!!!!!! un abbraccio caldo caldo ( visto il freddo che avete avuto…)

  3. mario e zia elisa
    13/12/2009 @ 12:38 | Permalink |

    qui papà e zia Elisa. abbiamo visto le foto del percorso(molto impegnative!!!) ma siamo sicuri che non vi spaventa niente.Forza e buone pedalate.

  4. Pilutz
    13/12/2009 @ 17:13 | Permalink |

    Grandi ragazzi finalmente siete espatriati!
    Forse vi ho trovato un contatto per Ankara… Per adesso buon viaggio e in bocca al lupo!

  5. Giancarlo Romano (il farmacista di Brindisi)
    13/12/2009 @ 19:47 | Permalink |

    Ciao ragazzi, adesso avete anche tutta una farmacia che segue le vostre avventure. Mi dispiace che non vi siate fermati a cena, significa che al vostro ritorno mi verrete a trovare…Complimenti per il racconto divertente e le foto bellissime.

  6. Armando
    13/12/2009 @ 23:35 | Permalink |

    Ragazzi mi sembra o avete già fatto anche l’Albania? Ancora poco e possiamo dire “e DUE”. A proposito, ho fatto la somma dei Km che ci comunicate con le varie tappe, volete sapere? Sono 1847 Km in Italia e già 123 in Albania, sono quasi 2000 Km. complimenti! alla modenese “a ghi dla branza”. Ciao, un abbraccio Armando.

  7. tanina
    16/12/2009 @ 12:52 | Permalink |

    magica Albania!!! è veuta nostalgia persino a me leggendo il vostro racconto!! racconto che hai scrittu tu march vero?..sono qui con la fra abbabusciata…anzi abbabusciatissima..vedete di portarvela unpò nel peloponneso a vangare che le fa bene! marchina mi manchi un casino..bernardo un pò meno…valà, ci manca anche lui! io e la fra vi baciamo tutti!

  8. Betty
    16/12/2009 @ 17:29 | Permalink |

    “Ak Jol” ,in Uzbekistan, vuol dire strada bianca e…. BUONA FORTUNA……….sto leggendo un libro bellissimo di Biondi e con le sue parole sembra di essere con voi !!!! Baci mamma Betty

  9. Francesca
    17/12/2009 @ 15:18 | Permalink |

    allora buona attraversata dell’Albania, mi piacerebbe molto raggiungervi a samarcanda quando ci arriverete! chissà!
    buon attraversata

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