L’Italia alla fine dell’Italia…

BARI-FASANO, km77

diegolochef

Qualche giorno barese a Casa Pace. Bari è una città comica e incasinata. Rumore di clacson incessante. Bernardo si prende una bella intossicazione alimentare per delle alici marinate troppo poco.

Si riparte dopo quasi una settimana, piove a dirotto. Colazione da Natale!! Saluti a Pizzi, Angela e Marco ed ai ragazzi di Baribiciexpress.

IMG_0514[1]

Appena usciti da Bari parte un acquazzone con arcobaleno e ci si rifugia sotto enormi gazebi che sorgono al posto del ecomostro abbattuto. Mola di Bari, si cavalca sul lungomare. Polignano, un pranzo a strapiombo sul mare. Monopoli e il suo porto sorprendente. Due chiacchiere con un signore attempato: ” Se ritornate d’estate vi ospito”.

Fasano, Rossella ci porta alla sua splendida masseria Trotta, regalo di Ivana e sua madre Celeste, un luogo antico e  bianco, che odora di olio.

IMG_0530[1]

FASANO-OSTUNI,  km 56

Entriamo in valle d’Itria attraverso salite brevi ma spaventose. Alberobello, il paesino dei trulli. Ogni trullo ha un simbolo. Molti non sanno più cosa significhino ma li replicano lo stesso ogni volta che rifanno il tetto. E’ tradizione!

IMG_0540[1]

Locorotondo, Cisternino, pranzo di ricotta freschissima e miele in piazza.
Ostuni, la città bianca;  il babbo di Livio, un vero letterato: “La letteratura è una cosa inutile. Questi professori la devono smettere di trovare una morale ovunque. La letteratura è come la musica, perfettamente inutile, è proprio questo il suo bello, è un gioco, una golosità.”
Vino novello, preso sfuso in un negozio che può esistere solo in Puglia; vino novello e pesce fritto.
“Ma perchè questo viaggio? Vi respirante un sacco di inquinamento. Meglio la moto”.

IMG_0560[1]

OSTUNI-BOSCO DI CERANO, km 80
La mattina il prof ci fa trovare la colazione pronta. Conosciamo anche la moglie, appena scesa dal treno.
Un ciclista ci indica uno stradello tra ulivi secolari: “Dovreste vedere che fichi secchi facciamo, i migliori!  Hanno fatto vincere a Francesco Moser il giro d’Italia”.
Ulivi secolari fino alla statale.

IMG_0562[1]

In Puglia esistono queste complanari, delle strade di servizio, al lato della super strada, che ti separano dalla ferocia arrembante delle macchine.
Ad un bivio di terra chiediamo lumi sulla strada ad una pattuglia di poliziotti; buffissimi anche nelle divise strampalate. Sterrate e pozze; è una palude! Si retrocede fino a della terra rossa. Ci smerdiamo bici e piedi in maniera abbastanza inutile.
Brindisi contro vento; una faticaccia.

IMG_0568[1]

Il FORNO DEL LEVANTE, tre ruote tre di focaccia. Un anziano fornaio ci nota dal laboratorio del negozio e ci chiama dentro. Suo figlio, Massimo, è un artista della focaccia. Ha lavorato anche a Carpi. Non ci lasciano più andare via.
Usciti da Brindisi è un delirio, troviamo solo stradoni e informazioni dai capelli ritti. Chiediamo a tutti  (il benzinaio, il verdurino, l’autista, il passante…),  non ci si capisce niente. Alla fine entriamo nella statale poi svoltiamo per Cerano. Troviamo una masseria, un cortile interno ad arcate molto signorile e contadino al tempo stesso. Ci sono solo il cane zoppo ed un guardiano. Piantiamo la tenda, le previsioni promettevamo pioggia e la pioggia arriva. Inizia piano, ci permette di cucinare tantissimo cous-cous, poi vengono giù certi goccioloni. Pioverà tutta la notte.

CERANO-OTRANTO, km 73
La mattina ancora piove; si levano le tende fradice. Usciamo dal  boschetto mezzi, fradici, zuppi. Piove a dirotto, piove troppo. Sembra di pedalare a vuoto, nel nulla. Marcella fora, cambio camera d’aria sotto l’acquazzone in un paesino fantasma.
A Frigole troviamo il bar della speranza, divoriamo rustici e paste sotto gli occhi increduli del barista. Pozze ovunque, bagni di macchine. A Torre dell’Orso asciughiamo la malcapitata tenda, spinnaker per un quarto d’ora.
Otranto, una città buia che risuona dei passi di Corto Maltese.

OTRANTO-SANTA MARIA DI LEUCA, km 61

IMG_0576[1]

Bel tempo, milioni di cicisti sulla strada. Sole in faccia, vento a favore, vento a sud. Si naviga a vista verso Capo Leuca. Santa Cesaria Terme e i suoi edifici liberty. Su e giù, un mangia e bevi “garganico”.

IMG_0581[1]

A Tricase incontriamo, comparso dal nulla, maestro Rocco, uno scultore del ferro, elegante e chiacchierone. Addobbato in un abito antico, parla da strampalato, in un italiano stentato dal dialetto; invida i nostri trent’anni.

IMG_0589[1]

Sole a picco, due curve e spunta il faro con il Santuario di Capo Leuca; l’Italia col tacco a spillo, l’Italia alla fine dell’Italia.
Accampiamo in un bel campeggio. Chiediamo il permesso al signor Enzo: “Mah il campeggio sarebbe chiuso, da dove venite?”
“Da Modena!”
“Ah, allora entrate, mettetevi dove volete.”

IMG_0596[1]

In mezzo ai pini, tra i raggi dell’ultimo sole che si tuffa tra l’Adriatico e lo Ionio. Cani abbaiano freneticamente la notte, uomini urlano invano; poi la quiete del mare.

SANTA MARIA di LEUCA-NARDO’, km 73
Giornata calda; la litoranea si stende e si stiracchia. Si pedala controvento, accoppiati, come un risciò; ci prendiamo la strada. Acqua meravigliosa, l’idea di un bagno viene scontata. Una svolta, sterrato e terra rossa. Acqua cristallina, ci immergiamo nonostante il freddo, nonostante dicembre. Si fa il bagno. Troviamo una pista di sabbia per riportarci sull’asfalto. Le ruote affondano sotto il peso delle borse. Un giro vorticoso tra il labirinto dell’isolotto Gallipoli. Nardò dietro l’angolo. Mamma e babbo Verardi pronti nella loro ospitalità!

IMG_0600[1]

NARDO’-LECCE, km 36
Un drittone di ulivi fino a Copertino. Cerco la strada per Arnesano; freno troppo presto, mi giro e Marcella è per le terre con tutta la bici. Arnesano, Marzia, l’amica di Alice, un caffè ed una torta. Lecce, serata al cinema a vedere L’uomo nero di Rubini.

LECCE-BRINDISI, km 53
Partenza con calma. Solito caos e nervosismo in uscita da una città. La statale dritta e monotona. Dopo Trepuzzi si alza un vento  forte e contrario (maestrale) che ci costringe a sgobbare. Una coperta di nuvole sopra le nostre teste. A Tuturano, a 10 km da Brindisi, usciamo dalle nubi, le barattiamo con del sole.
Brindisi… via di corsa al Forno del Levante, da Massimo. Che ospitalità!

IMG_0604[1]

Massimo è felice del suo lavoro. Si alza tutte le mattine alle 1.00h. E impasta la focaccia migliore di Puglia…. e non solo. Non la smettiamo di mangiare.E’ un forno a conduzione familiare, sono tutti simpatici, moglie, figli e padre..
Ci tengono le bici “al caldo” mentre si aspetta il traghetto per l’Albania, Vlore, Valona….

Trackback URL

9 Commenti per "L’Italia alla fine dell’Italia…"

  1. Giuseppe
    09/12/2009 @ 20:58 | Permalink |

    Mi dispiace non avervi potuto salutare la mattina della vostra partenza. Lo faccio adesso, ora che lasciate la mia Puglia. Tutto sommato preferisco un arrivederci, non si sa mai possa rivedervi un giorno alla mia porta….
    Buona fortuna e vento in poppa!
    Au revoir,
    Giuseppe

  2. Armando
    09/12/2009 @ 21:59 | Permalink |

    Ragazzi per ora in linea d’aria sono 816 Km, leggete il vostro contachilometri e fatecelo sapere. L’Italia è fatta, e UNO, ora il resto. Siamo tutti con Voi. Un abbraccio forte, Ciao.

  3. paolo
    10/12/2009 @ 00:02 | Permalink |

    finalmente vostre nuove ragazzi!
    cominciavo a preoccuparmi, andate spediti, bravi.

    un abbraccio da tutta casapace

    paolo

  4. Francesca
    10/12/2009 @ 17:11 | Permalink |

    allora buon imbarco!

  5. Guido
    11/12/2009 @ 11:07 | Permalink |

    ricordatevi di imbarcare anche le bici!!!!!!

    ciao

  6. Stefania
    12/12/2009 @ 14:34 | Permalink |

    Ciao ragazzi!
    Emozioni strane intorno al vostro viaggio. Quando ho parlato di voi e della vostra impresa questa settimana quasi quasi mi è tremata la voce dall’emozione, dal rendermi conto della vostra forza e della straordinaria esperienza che state vivendo. Sono così contenta per voi! E poi arrivo sul vostro blog e leggo tutto questo…..un misto di emozioni, racconti di incontri unici, persone speciali sul vostro cammino, luoghi magari familiari ma che vissuti in questo modo hanno un altro “sapore” (termine non scelto a caso, visto che mi sembra che i sapori – e i cibi – stiano avendo una grande importanza in questa avventura!). Sorrisi e commozione nel leggere le vostre parole e nell’immaginare come possa essere. Sarò in un momento emotivo o sarà il modo in cui riuscite a descriverci quello che state vivendo….fatto sta che l’intensità che trasmettete crea un turbinio di emozioni! Forza Marci, forza Bè! Vi abbraccio forte.
    Stefania

  7. Bernardo
    12/12/2009 @ 18:37 | Permalink |

    Ciao Armando!!! sei davvero mitico… Quando tornaimo dobbiamo fare una cena insieme. Ci dai un sacco di carica.
    Dunque i chilometri italiani totali sono 1870.
    L’Italia e’ fatta, domani concluderemo anche l’Albania…
    ciao

    Marcella & Bernardo

  8. Bernardo
    12/12/2009 @ 18:37 | Permalink |

    Mitica CASAPACE…..

  9. AndreaPizzi
    13/12/2009 @ 23:17 | Permalink |

    Ehi Ragazzi! Come è andata l’ospitalità in salento?
    Ho letto che siete passati da Trepuzzi. Che è successo?
    ahahah!
    Un abbraccio forte!

Ciao Anonimo, lascia un commento:

Tag XHTML permessi nei commenti:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Feed RSS per i Commenti