L’estate (umida) di San Martino

SULMONA-CASTEL DI SANGRO, Km 50

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“Ma come è bella la Maiella!”. Si riparte da casa Bocci presto la mattina tra foto e saluti. La strada sale subito, ma ci ritroviamo con alcuni amici a Kansas City (ebbene sì esiste anche qua, Cansano!). Poi di nuovo attraverso il bosco, ancora su fino ad un  altopiano verde contornato da montagne innevate: mucche, cavalli e cani tendenzialmente arrabbiati. Discesa a Castel di Sangro, dritto in pasticceria e la mamma di Maurizio ci accoglie con mustaccioli e pasta di mandorle. La gioia pura! Si mangia a perdifiato.
Alla sera ‘arrostincini’ (spiedini di agnello!!), tanti, cucinati sulle braci e ancora pasta di mandorle.

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CASTEL DI SANGRO-MACCHIAGODENA, Km 68

IMG_0416[1] Troppi dolci, troppa mandorla, troppi zuccheri, troppo…sto malissimo! Ho la nausea, e mi gira la testa da morire, fatico a pedalare. Accidenti alla mia golosaggine. L’obiettivo è arrivare a Campobasso. Ci mettiamo in sella; ho la cartina e dopo qualche km ci accorgiamo che siamo sulla statale sbagliata. La direzione sarebbe Isernia ma i cartelli indicano Venafro. Bernardo mi guarda stupito e irritato; le macchine ci sfrecciano accanto. Causa il mio stato (diciamo così) ci ritroviamo troppo avanti per tornare indietro, troppo in basso per risalire. Alla fine si riprende la via per Isernia e dopo una lunga deviazione arriviamo in città. Già capiamo che Campobasso è una meta troppo lontana. Comincio a stare meglio, devo aver bruciato un po’ di riserve.
A Isernia riprendiamo la statale; la statale è terribile per viaggiatori in bici: troppo rumorosa, larga, dritta…davvero noiosa! Dopo alcuni km, nonostante la musica che cerca di impegnare la mente, usciamo dalla SS. Siamo ad Isernia la Pineta. Mentre fermo alcune macchine di passaggio per capire dove andare, Bernardo, capiarbo come un mulo tibetano, cerca di entrare dentro la scavo archeologico. Va e viene euforico della scoperta.
Non c’è scelta per ora e riprendiamo la statale. Si sale sempre, poi a Castelpetroso usciamo e iniziamo a pedalare per il TRATTURO, la strada della transumanza usata dai pastori sin adai tempi antichi per portare le greggi dai monti abruzzesi alla piana pugliese. Tratturo Castel di Sangro – Lucera: è la strada perfetta, stretta, poco trafficata, immersa nella natura e nei paesini, faticosa da morire. Si sale per scendere, si scende per salire continuamente! Alcuni stanno raccogliendo pigne per il fuoco. Tecla ed i suoi amici.
La pedalata finisce al tramonto a Macchiagodena in un bar di soli uomini che bevono birra e giocano a carte. “Arrivano i tedeschi” ci dicono.
E’ domenica e abbiamo poco cibo: olio e qualche etto di pasta. Ci salva il cugino Nello che non vedendoci arrivare a Campobasso ci viene a trovare con un pacco di pasta e del pomodoro. E’ IL TRENTESIMO COMPLEANNO DI BERNARDO! AUGURI!

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MACCHIAGODENA-CAMPOBASSO, 50 Km

IMG_0444[1] Siamo da un giorno in Molise e già ci piace molto. S’inizia con un gran vento che ci fa partire incerti e timorosi. Le folate ci spingono da tutte le parti a volte facilitano la pedalata, altre l’appesantiscono terribilmente. Ventissimo che però porta sole. Seguendo il tratturo pedaliamo euforici tra paesini arroccati, colline coltivate, pareti rocciose da arrampicare in un interminabile su e giù. In poco tempo siamo a Campobasso. Ci raggiunge in moto Francesca, moglie di Nello, che pazientemente ci fa strada in città. Grande accoglienza per noi ciclisti da fuoripista. Si mangia con Francesco, figlio di Francesca e Nello, che ci chiede di visitare la sua classe.
E’ ora del regalo a Bern! Ma che regalo si può fare da raminghi quali siamo….L’archeologo in pensione vuole tornare a Isernia al museo archeologico, vuole tornare alla pineta dove c’è un tesoro di ossa di animali, un sito di macellazione d’altri tempi. Si va in bus, all’incontrario e lungo la via si conosce Pasquale studente di archeologia chi ci accompagna nella visita e ci racconta del Molise sannitico, di guerrieri forti tanto da sconfiggere i romani alle Forche Caudine. Si torna a Campobasso per una cena in famiglia.

CAMPOBASSO-LARINO, 60 Km

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Un muro recita: ‘Campobasso è la città del su e giù’. Niente di più vero! Si va tra sali e scendi alla scuola di Francesco. Ci si presenta alla classe, foto e partenza. Grande l’ospitalità a Campobasso! Di nuovo Francesca ci indica il cammino nel traffico fino alla nostra strada: LA SANNITICA.IMG_0442[1] IMG_0439[1] Siamo in maglietta e braghette corte, l’estate di San Martino. Riparte la giostra del sali e scendi; il panorama è bello, colline coltivate a perdifiato. Pale eoliche un po’ ovunque: chi è Don Chisciotte e chi Sancho Panza…? Pranzo a Cascacalenda, un poliziotto si ferma ci stringe la mano: ha fatto a piedi tutto il cammino di Santiago.
Dopo Larino decidiamo di accampare sperando in un signor Antonio (Montepulciano)….arriva davvero con il suo sorriso luminoso!!! E la nostra incredulità è massima. Di comune accordo con la moglie Carmela ci fanno piantare la tenda, non sotto gli ulivi, ma in un pratino all’inglese da sogno. Viene la nebbia, fitta, da ‘bassa modenese’, non si vede nulla, pioggerellina fine. Ci invitano a casa loro, si parla di Molise, politica, ricordi, si  cena insieme.

LARINO-LESINA, 62 km

IMG_0446[1] Al mattino sveglia al grido ‘EI GIOVANII’, è il signor Antonio che ci prepara la colazione e assiste premuroso alla nostra partenza…’MI RACCOMANDO RAGAZZI…’. Si parte nella nebbia, peggio di Modena e si arriva di volata al primo paesino: URURI, un paesino albanese. Il benvenuto è albanese come ci disse prima di partire la Fausta.
Un ragazzo di lontano ci parla in tedesco e noi gli rispondiamo con uno squillante ‘CIAO’. Campi coltivati a non finire, poche case abbandonate. A pranzo, siamo in Puglia ed è tutta un’altra storia. Cambia la gente, cambia il dialetto. Bernardo quasi adotta un lupacchiotto. In paese una donna ci chiede cosa vendiamo e quando le diciamo che viaggiamo in bici, se ne va facendosi il segno della croce. Si scende fino al lago di Lesina tra campi coltivati e cani randagi.
Proviamo a passare tra il mare e il lago di Lesina ma tutti ce lo sconsigliano e comincia a fare buio. Ci fermiamo in paese.

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LESINA- PESCHICI, 66 Km

Si riparte prestissimo e iniziamo a pedalare veloci verso il Gargano. La strada è piatta e attraversa campi coltivati a ortaggi. IMG_0460[1] Passando si sente l’odore dolce del finocchio, quello forte del sedano e quello del broccolo. Si sentono fortissimo! Il panorama è desolante: nebbia marina che ingrigisce tutto, campi coltivati, case diroccate e cani, cani, cani. Accidenti a loro! In poco tempo arriviamo al mare e quindi a Rodi Garganico. Bernardo mi obbliga alla scia e io di malavoglia mi intruppo: due km a testa e si fila via senza esitazioni. A Rodi si mangia sulla spiaggia! Niente panorama, niente sole a picco: nebbia e vento freddo. Poi mentre cerchiamo un bar (aperto…nesssuno!) ci ferma un gruppetto di locali curiosi e troviamo la soluzione per la nottata: il sindaco possiede un campeggio poco distante che, chiuso, è però custodito da una famiglia. In poco tempo siamo al camping Calenella dove montiamo la tenda sotto una tettoia al riparo.
Terza serata di pasta al pomodoro…..da urlo!! Nota della giornata: i cani non amano le bici e questo si sa, ma normalmente prima di partire alla rincorsa ti studiamo, ti danno il tempo di reagire, di fare qualcosa. Lungo la via, io sono davanti e sento abbaiare…penso:’ sicuro che c’è un recinto’ e invece il cane scende giù avvicinandosi velocemente. La strada sale e io pedalo come una matta…panico…urlo un infinito: VAI VIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA….non finisce piùùùùùù!!! Il cane si ferma e mi guarda perplesso, Bernardo ride….è andata bene!!!

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PESCHICI-VIESTE, 35 Km

La pasta della sera prima ci ha lasciato insoddisfatti, non abbiamo da fare la colazione…ci precipitiamo in paese all’assalto del primo forno aperto. Due paste a testa e la scorta di pizza per la giornata. Si sale e si scende fino a Vieste, ai primi trabucchi, fino a Villa Vesta, appuntamento con i nostri genitori, che eroici ci raggiungono per un fine settimana di festeggiamento…

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12 Commenti per "L’estate (umida) di San Martino"

  1. Lucilla
    23/11/2009 @ 10:24 | Permalink |

    vi ho appena salutato e già mi mancate! seguirvi nel vostro racconto è comunque un piacere immenso. buona fortuna ai nostri piccioni in bici

  2. Marcello & Barbara
    23/11/2009 @ 13:22 | Permalink |

    Ciao ragazzi,

    Anche se in ritardo…. Tantissimi auguri a Bernardo.

    Sembra ieri quando vi abbiamo salutato a Modena e siete quasi arrivati a Bari!

    Siamo felicissimi di sapere che state bene e che qualche “buon uomo”, disposto ad aiutare due giovani avventurieri, esiste ancora.

    Grande Marc hai già superato freddo, neve ed i temutissimi cani.

    In attesa delle prossime news un abbraccio ed un bacio.
    Marcello, Barbara e Stefanino

  3. Claudio Scarabelli
    23/11/2009 @ 15:28 | Permalink |

    Ciao Ragazzi, buona strada! Non perdetevi d’animo, anche se sono sicuro che non è così!
    Vi seguo sempre sul vostro blog, e vi invidio anche molto.
    Noto con piacere che avete apprezzato le bellezze della puglia, luogo di origine di mio suocero…Penso che la cosa più bella che state facendo sia sperimentare l’accoglienza della gente! A presto, mi raccomando, aggiornateci spesso!!! E adesso…pedalare!

  4. Giulia
    24/11/2009 @ 10:23 | Permalink |

    Sono stata a Peschici quest’estate, che bel ricordo…com’è d’inverno? Comunque, non mi perdo in divagazioni, perchè devo fare gli auguri alla Marci! BUON COMPLEANNO!!! (com’è? traumatico il 30esimo??)
    Ciaociao
    Giulia

  5. Betty
    24/11/2009 @ 13:26 | Permalink |

    Mi associo a Lucilla …….gia’ci mancate !!! Contenta di avervi riabbracciato forte forte!!!! Abbiamo passato tre giorni insieme ,in allegria, in posti meravigliosi….e quella spiaggia vicino a Mattinata sara’ nei miei occhi per diverso tempo !!! Un pensiero dolce a tutti e due !! SMACK Betty

  6. Bruno
    24/11/2009 @ 14:19 | Permalink |

    Vi seguo con tutti i Gatta di Gianola.
    E’ un’esperienza meravigliosa. Buon viaggio.

  7. tanina
    24/11/2009 @ 16:08 | Permalink |

    mannaggia siete sempre più belli e più carichi!

  8. Elisa
    24/11/2009 @ 20:55 | Permalink |

    Se non mi ricordo male oggi qualcuno compie 30 anni….
    Auguroni e buon proseguimento.
    Noi siamo ancora in attesa…
    ELisa e Tommi

    (Tommi)Mi da l’impressione chela prendete comoda…pedalare, su!
    ciao

  9. paolo
    24/11/2009 @ 21:57 | Permalink |

    allora?!? a che ora arrivate domani?
    mezza san pasquale già mobilitata!

  10. pallettaro ex tennista
    25/11/2009 @ 15:45 | Permalink |

    scusate l’intromissione ma nella chiesa di san pasquale vagiva nella notte dei tempi un tennista..fallito.se ci riuscite visitate nelle immediate vicinanze anche la bella chiesa russa-ortodossa la cui cupola vegliava e vigilava sui sogni di tanti mancati eroi.a voi che siete giovani eroi in carne ed ossa buon proseguimento e che il Vento soffi sempre al vostro fianco(meglio in ..poppaa).

  11. luciano
    26/11/2009 @ 11:33 | Permalink |

    ma che bella la Maiella!!!

    Iago dà la testata, morde, ruba la gicca, scodinzola e se ne va.

    grazie di cuore per esservi fermati a Sulmona
    vi vogliamo bene

    lucio

  12. vittorio arioli
    01/12/2009 @ 18:17 | Permalink |

    Ti ho tenuta in braccio bambina 29 anni orsono. Ed ora guarda cosa mi combini! Fantastico! Che invidia! Un abbraccio e buon proseguimento.

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