Avventura al giardino delle rose

Domenica 14 luglio 2013, neanche troppo presto di mattina, ci inerpichiamo per le ghiaie dolomitiche alla base del Catinaccio che svetta lassù, ritto, in piedi con i suoi vertiginosi 2891 metri di altezza.

Arrivati ai suoi piedi non possiamo fare a meno di essere schiacciati dalle dimensioni della parete: una sberla di dolomia.

Prima di noi, già attaccati alle sue caviglie di carbonato di calcio e magnesio, Cesare, Jakob ed Antonello. Ci lasciano passare avanti, ma proseguiremo in loro compagnia per tutta la scalata.

Alle attacca deciso ed esperto come al solito, ci alterniamo al comando con efficacia e coraggio.
I primi tiri di corda sono delicati e sostenuti nelle difficoltà. Il tiro chiave è tosto (probabilmente VI-) ed all’inizio anche sprotetto.
La via (Diretta Steger) è lunghissima: 610 metri di sviluppo + 150 metri di II e III grado sulla cresta finale.

A metà via capiamo che la navetta per il ritorno non riusciremo a prenderla, ce la faremo a piedi fino a valle.

Quando le difficoltà cedono il passo al facile rischi sempre di perdere la giusta rotta, poi, un chiodo infilato dentro a qualche fessura rallenta il tuo ritmo cardiaco. Capita allora  che a quel piccolo pezzo di metallo arrugginto vengano offerte onorificenze e baci di gioia.

Ad un certo punto, in sosta, ancora solitario, mi rendo conto di essere all’interno della montagna.. Rosengarten.. con questo nome teutonico, insolito, geniale.  Sento tutta la sua potenza, i pensieri si affollanno negli occhi che, come specchi, esprimono il paesaggio di neve, prati, rocce attorno al mio casco rosso. Sento l’energia infinita di questa montagna a cui siamo aggrappati, l’avventura vissuta con entusiamo, coraggio, determinazione.

Avanziamo abbracciando la dolomia, accarezzandola delicati, navighiamo a vista alla ricerca del giusto intuito. La Marmolada laggiù, osserva i nostri passi.

Una placca stupenda ed infine un camino umido e viscido ci portano sull’aerea cresta, con ancora qualche nevaio, residuo di un lungo inverno.

In cima urla di gioia evidenziate dai nostri occhi, stanchi, ma entusiati.
Finalmente possiamo ammirare il mitico giardino delle rose di Re Laurino.

Dopo 10 ore di scalata iniziamo rapidamente la discesa un po’ per cresta ed un po’ sulle corde doppie.

Il sole è già tramontato e le montagne si tingono di rosa.

 La via per tornare a casa è ancora lunga….

Trackback URL

, , , , , ,

Non ci sono Commenti per "Avventura al giardino delle rose"

Ciao Anonimo, lascia un commento:

Tag XHTML permessi nei commenti:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Feed RSS per i Commenti