Riportando tutto a casa

martedi’ 5  – martedi’ 12 ottobre 2010

Aereoporto di Roma, Roma

Con molti minuti di ritardo atterriamo a Fiumicino,  dopo un panorama di mare e nuvole di turbolenza, tra abbracci, entusiasmi e lacrime di emozione dei genitori.
Anche Sergio e’ presente all’appuntamento.

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Una mangiata di pesce strepitosa. Da leccarsi i baffi.
Livia ci ospita nella sua casa antica e stracolma di oggetti e quadri.
I nostri genitori contorcono le facce in sorrisi sempre piu’ larghi ed intrapendenti, via via piu’ rilassati.
Le bici sembrano in buona salute, nonostante l’asfissia da alta quota. Le scuciamo dai cartoni, le rimettiamo in piedi.

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Rivediamo anche Marisa e Ken ed i loro bimbi. Chiacchieriamo di Cina, cercando, invano, di fare arrabbiare Marisa (mancava Elios!)

Roma (Bracciano) – Firenze, km 302

Infarciti di cibo e batteri italiani si riparte, in bicicletta, sulle orme della Toscana, di un citta’ dalle molte rughe rinascimentali chiamata Firenze.
L’inizio e’ un lago assolato e gradevole (lago di Bracciano), poi inizia un sali-scendi tosto e sudaticcio, in un ottobre stemperato dalla vicinanza con l’estate.
Quanto e’ buono un semplice panino prosciutto crudo e pecorino.
Il lago di Vico e’ uno spazio seminascosto e selvaggio appostato sopra Viterbo. I monti Cimini.
La bici di Marcella cambia male. Siamo sconcertati dal prezzo di una rapida e modesta riparazione: 10 euro!
La notte e’ tenue con le radici della tenda sopra una collinetta, vista lago di Bolsena e piu’ in la’ un Monte Amiata sempre imponente e sulfureo nei suoi piedi.

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La Fra telefona stridula: “La PASTA!!! ma come butti la pasta alle sette di sera!!!”
Ormai abbiamo ritmi da nonni bradipi.
Aquapendente e ricordi d’Abruzzo… un cellulare che squilla di nuovo.
Nuvole fanno caldo sopra le nostre teste, una fatica costante; andare in bici e’ sempre da bestemmia tra i denti per lo sforzo prolungato.
Massimo, un barista gentile, ci indica i Bagni di San Filippo e le sue pozze d’acqua calda.
Finalmente si gode! Sguazziamo nell’acqua termale.

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Panorami senesi a colline, zolle e cipressi.

Il passaggio a Siena ad assaporare il sole tra i mattoni di Piazza del Campo e poi si chiede la strada per Castellina in Chianti.
Un signore canuto nei modi: “Eh questo per Castellina e’ un discorso piuttosto lungo, da qui almeno, minimo minimo ci saranno una ventina di chilometri, non so se..”
“Non si preoccupi noi si viene dalla Cina”
“Ah allora! se venite dalla Cina”

Tutti ci scambiano per stranieri, olandesi per lo  piu’

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La tenda appoggiata sulle vigne tra la guazza della notte chiantigiana.

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Il mattino e’ un bar al cappuccino. Mattia telefona trafelato: “Oh berna, sono un po’ in ritardo, mi son svegliato tardi” e te lo vedi arrivare con la mantellina bianca le gote rosse alla prima curva. Troppo forte il biondino stralunato con la sua bici nuova.
Maurizio, Fabrizio, Marina e Franco arrivano da Siena, mitici.
Fabrizio zigzaga esile con la sua leggerissima bici da corsa, vestito all’inverosimile, tra gli sfotto’ di Franco e Marina, veri Tesini, abbigliati solo da una maglietta.
Maurizio, i’ babbo, vola via rapido in discesa.
Sole a tratti, campagna chiantigiana, si pedala tra l’uva appena raccolta.
La strada fino alla Presura e’ indiavolata da due salite micidiali. Il Pilu ed Enrico appollaiati sul poggio.

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Leonardo con la sua moto strombazza a tutto fiato.
Poi l’arrivo tra gli amici; gli abbracci, l’emozione e l’abbuffata.

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Compare anche un ulivo!

GRAZIE A TUTTI! SIETE STATI MITICI!

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Le altre foto della festa le trovate su ULTIME FOTO.

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5 Commenti per "Riportando tutto a casa"

  1. Lucilla
    13/10/2010 @ 18:15 | Permalink |

    a Firenze ho visto dei giovani babbi così teneri e premurosi nei confronti dei loro bimbi piccolissimi da farmi ben sperare per il futuro del pianeta.
    noi anziani abbiamo bisogno di sapere che le nuove generazioni sono capaci di fare buone cose che noi non abbiamo potuto o non siamo stati capaci di fare.
    perciò grazie, Bernardo e Marcella, per il vostro viaggio che, in epoca di consumismo e mercificazione, ci da il senso che sia possibile ricercare il successo anche in imprese che hanno come scopo esclusivamente la crescita personale pur richiedendo fatica e sacrifici.

  2. Tanina
    14/10/2010 @ 16:39 | Permalink |

    macchè sette!!! erano le sei di sera! :-)

  3. Riccardo
    16/10/2010 @ 03:04 | Permalink |

    Noi non siamo anziani : siamo soltanto “diversamente giovani”. E abbiamo provato a tirare su dei ragazzi ” diversamente anziani” che sono il prodotto anche della nostra storia, delle nostre idee e delle nostre aspirazioni.
    E’ stato faticoso come andare in Cina in bici. Ma ne valeva la pena.Vi voglio bene.
    Adesso vado a Roma e speriamo che non ci siano dei casini.
    Ciao.

  4. Monia
    17/10/2010 @ 16:25 | Permalink |

    Ragazzi bravissimi! Non ci sono parole!!
    Quando vi possiamo riabbracciare a Modena?
    Monia

  5. mirna e max
    18/10/2010 @ 20:42 | Permalink |

    non possiamo credere che ve ne siete tornati a Firenze in bicicletta! Che miti che siete!!
    Mirna e Max

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