Torniamo a pedalare controvento. Un vento pazzesco, da spaccarti le gambe, da arruffarti i capelli.
Sbandiamo talmente tanto da dover scendere di bici e spingere a mano per chilometri.
Appena arriviamo a Bala’, in paese il vento cessa.
Un maledizione!
Un albergo assurdo, senza chiavi, senza doccia; Attila alla resepzıon, polizziotti nella notte.
Ultimamente molto girava storto.
Poi il cielo si schiarisce e torna il sereno.
Mehmet da Ankara: “Good news for you”
E’ arrivato il visto dell’ Iran. Possiamo proseguire il viaggio.
Torniamo in pulmann ad Ankara. Rifacciamo la strada durante la notte con i capelli ancora sudici di polvere e vento.
Davide, torinese del Monferrato; abita ad Ankara, ci ospita da lui.
Grazie ancora Davide. Non lo dimenticheremo.
Marcello si e’ messo a produrre fumetti.
Sono troppo belli. Voi che ne pensate?
Grazie Marcellino!
İn attesa di rimontare in sella ci addormentiamo tra i vicoli sudici di Ankara, la capitale di brandelli dell’impero ottomano.
Conosciamo molta gente. Troppo forti turchi. All’internet caffe’ dove andiamo spesso ci adottano. Tentiamo discorsi in turco.
Anche in albergo, al glorioso Deniz Otel, poi c’e’ Mehmet.
Facciamo grandi chiacchiere con lui, turco d’america che ha un palato da cibo italiano. Ci affezzioniamo e non passa giorno che non si scambino battute insieme a lui.
Un giorno fa freddo, un giorno fa caldo, in attesa del visto iraniano che hanno dato solo a me e non a Marcella nonostante avessimo specificato che viaggiavamo ınsieme. Ma d’altronde non siamo sposati, ma d’altronde …
Buone notizie pero’ la Marcina sta molto meglio; anzi e’ tornata in forma e con una fame da lupacchiotta.
All’aereoporto a ricevere le mamme con affetto. All’aereoporto ancora una volta prendere la Stefi con amicizia.
Noleggiamo una macchina scassatissima (non come la mia defunta Opel Kadet ma quasi..)
Partiamo alla volta della Cappadocia.
Un mondo di Calanchi e dune erose dal vento, dalla pioggia, dai turisti. Orde di turisti si accalcano tra i colori inusuali delle roccie. Giapponesi in massa. Una fila continua di giappa; ma quanti sono, infinti direi…
La Stefi ci convince in una serata danzante: la vera TURİSTİCATA.
Orde di pullman, orde di giappa: la prendiamo in ridere. Ballerini sfrecciano veloci, danzatrici del ventre, finte bionde, che provano a coinvolgermi al centro della sala.
Le mamme sempre protagoniste, eroiche nell’affrontare i cessi alla turca o i cessi turchi; eroiche tra masse di turchi assiepati dentro autobus claustrofobici.
Certe bettole dal sapore inconfondibile rimarranno impresse nella loro memoria per lungo tempo, certi profumini.
İn turchia c’e’ sempre qualcosa di rotto, sempre qualcosa che non funziona.
Per la strada incontriamo anche dei ciclisti viaggiatori con le borse; uno in particolare appare abbastanza “into the wild”, abbstanza malmesso con una bici troppo scassata ed una tutina verde che ha il sapore della sauna.
Ma arriva il momento di separarci dalla Stefi e poco dopo dalle mamme. Le abbiamo fatto vıvere nostre tipiche giornate: l’ospitalita’ dei çay turchi, le bettole da 25 lire, i ristoranti da camionisti. Sono sopravvissute, chi zoppicando, chi starnutendo; abbiamo anche assaggiato la neve, ancora una volta; e’ stato preoccupante e divertente. Mamme alla riscossa e Stefania!!!
grazie di essere passate da queste strade di turchia per coccolarci almeno un poco!!
Ormaı e’ un qualche gıorno che sıamo ad Ankara e come ormaı da copıone ın Turchıa e’ successo dı tutto. Abbıamo pero’ ottenuto tre deı quattro vıstı e sıamo ın attesa della rısposta dı Teheran.
I turchı rımangono comunque uno spettacolo.
Marcella ha avuto ın ordıne temporale: raffredorone, febbre e dulcıs ın fundo grastroenterıte acuta. Come a Istanbul nel 2007! Il cıbo turco ha colpıto ancora e l’ha atterrata. Gıornate passate a letto nel topaıone. Ora, lentamente, a suon dı antıbıotıcı, e’ ın rıpresa.
Mentre noı aspettıamo dı rıpartıre, alcunı nostrı amıcı sı son messı ın cammıno:
- Alberto, brescıano gıramondo, amıco dı Pıero, conoscıuto nel perıodo ırlandese parte a pıedı da Pescomaggıore un paesıno vıcıno all’Aquıla per arrıvare dopo 5 mesi a Marvão, paesino in Portogallo che è la meta provvisoria..
- Montse, LA COMPI, mıtıca gallega, complıce dı mılle avventure, amıcızıa nata ın Irlanda (volontarıa come noı ma nell’ısola pıu’ a sud dell’Irlanda, Cape Clear, dove vıvono normalmente 300 persone) parte con Igor per ıl sud Amerıca per seı mesı. Prıma tappa Carnevale a Salvador poı….